Il governatore: soldi per le imprese che abbattono lo smog e limite di velocità sull'A11 L'AEROPORTO del futuro disegnato entro un parco di seimila ettari su cui non si potrà costruire più neanche un metro cubo di cemento. Dentro la delibera della Variante al Piano di Indirizzo Territoriale approvata ieri dalla giunta toscana c'è molto di più della nuova pista di Peretola di cui si parla da vent'anni. Ci sono i finanziamenti della Regione sull'area verde, gli alberi che verranno piantati su 150 ettari, i nuovi campi coltivabili, la valorizzazione dell'area archeologica di Gonfienti e delle Cascine di Tavola, gli 80 ettari del parco di Castello e tutto il piano per migliorare la qualità dell'aria. Che, assicura il presidente della Toscana Rossi, «anche con la nuova pista di Peretola monodirezionale sarà meno inquinata di oggi». Promesse? Nelle trecento pagine della modifica al Pit ci sono tabelle, grafici, risultati degli studi di Arpat sui livelli di smog e rumore da cui risulta che il tracciato cosiddetto "parallelo convergente" della pista avrà un impatto molto inferiore a quello dell'attuale inclinazione: l'ossido di azoto 91,35 tonnellate contro 399,38 e Pm10 0,80 tonnellate contro 41,13. Per i decibel queste sarebbero le proporzioni rispetto ad oggi: da 50 a 55 invece di 11.000 abitanti sarebbero coinvolte 5.840 persone; da 55 a 60 decibel 2.820 persone invece di 4.750; da 60 a 70 decibel solo 20 persone invece di 1.110. Rispetto al consumo di suolo il "saldo" ammonta a 94 ettari di terreno coinvolti, mentre più problematico risulta l'impatto con il Fosso Reale che per la lunghezza di 890 metri dovrà essere ricostruito del tutto. In questo caso le spese saranno a carico di Adf, che dovranno sistemare anche il reticolo dei corsi d'acqua più piccoli e realizzare un grande prato verde tutto intorno alla pista, mitigando rumore e inquinamento vicino al Polo universitario scientifico. Oltre a tutto questo ci sono gli incentivi previsti per le industrie che si doteranno di nuove tecnologie per dimezzare le emissioni dai camini, per realizzare progetti di teleriscaldamento diretti ai "grandi utilizzatori" dell'energia prodotta dal termovalorizzatore (polo universitario, scuola dei carabinieri, aeroporto), per sostituire le vecchie caldaie a metano e gasolio con pompe di calore capaci di evitare ogni anno 3.321 tonnellate di anidride carbonica, di 4 tonnellate di ossidi di azoto e di 5 tonnellate di Pm10. Una funzione importantissima è affidata al nuovo limite di velocità a 100 chilometri orari che sarà imposto sul tratto della Firenze-Mare in coincidenza dello scalo di Peretola e dei centri urbani, a giudizio di Rossi «essenziale per abbattere i livelli di polveri sottili che quando raggiungono il picco provocano disturbi respiratori in bambini ed anziani». La Regione cercherà di chiedere a Società autostrade di inserire lo stesso limite anche sul tratto Calenzano-Scandicci dell'Autosole. «E' stato un lavoro grosso», dice Rossi. «La holding tra Firenze e Pisa è presupposto, non condizione, per la qualificazione di Peretola, per il quale non si può pensare a uno sviluppo incontrollato. La Regione continuerà ad investire negli aeroporti perché l'impresa interessante e può diventare un buon affare e per favorire il processo di integrazione». (s.p.)