Pontificio Consiglio della Cultura, istituzione vaticana, per chiedergli di stilare un «Manuale sulla Tutela dei beni culturali ecclesiastici», consegnato ieri pomeriggio dal ministro Ornaghi al cardinal Gianfranco Ravasi, alla presenza del Comandante generale dell'Arma Leonardo Gallitelli. Qual è la genesi di questa pubblicazione? «Il cardinal Ravasi spiega il generale Mossa consapevole del crescente fenomeno dei furti e danneggiamenti nelle chiese, ha auspicato la realizzazione di questo vademecum con consigli e accorgimenti anche molto pratici per migliorare la tutela dei beni culturali ecclesiastici». La guida, anche in digitale, è in quattro lingue e sarà distribuita nel mondo: «Il Comando Tpc è considerato un polo di eccellenza internazionale nella difesa di questo patrimonio fin dalla sua istituzione, nel 1969, e lo scenario in cui opera, sia a livello di formazione, con seminari in tutto il mondo, sia a livello operativo, è mondiale». I beni culturali di natura religiosa rappresentano un'alta percentuale del patrimonio culturale complessivo nazionale. Quali sono oggi i dati del fenomeno dei furti a danno delle chiese e degli edifici di culto? «In Italia, nel quinquennio 2008-2012, si sono registrati 2394 furti di questo tipo, con 23.668 oggetti trafugati tra dipinti, sculture, suppellettili. I furti perpetrati nelle chiese e negli istituti religiosi rappresentano il 52.4 per cento del numero complessivo dei furti di beni d'arte avvenuti in Italia». Quanti sono stati, nel 2012? «424, Un numero superiore rispetto al 2011, quando erano stati 396. La suddivisione geografica vede, quali regioni più colpite, in ordine decrescente, Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna. I dati riguardano l'Italia, ma il problema dei furti nelle chiese è di rilevanza mondiale, ed è questo che ha indotto il cardinal Ravasi a rivolgersi al governo italiano per la stesura del manuale». Quali sono i beni di maggior interesse per chi delinque? «Gli oggetti di facile occultamento e trasporto, candelieri, appunto, calici, crocifissi... si è registrato inoltre, sempre nell'ultimo anno, un significativo incremento dei furti di corone, rosari e in generale degli oggetti posti su statue, beni talvolta di scarso valore, ma comunque di facile cessione per ottenere una immediata disponibilità di denaro». Qual è stato l'ultimo e più significativo recupero da voi portato a segno? «Lo scorso gennaio, 50 oggetti tra argenti sacri, dipinti e sculture, provento di 24 diversi furti commessi in un decennio circa a danno di alcune tra le più belle chiese e basiliche romane». Generale, quali sono le opere in cima alla lista dei maggiori ricercati, le top wanted? «Al primo posto c'è sicuramente la Natività del Caravaggio, il celebre dipinto del 1609 trafugato dall'Oratorio di San Lorenzo a Palermo nel 1969. Poi, direi il Bambinello sottratto nel 1994 dalla chiesa dell'Ara Coeli a Roma. Al terzo posto la Madonna del Melograno di Pier Francesco Fiorentino, tempera su tavola asportata dalla Pinacoteca di Gubbio nel 1979». Sono i luoghi di culto quelli più a rischio di furto di beni culturali? «Sì, ed è la ragione che ha portato alla realizzazione del manuale, che contiene, con linguaggio semplice e diretto, consigli e suggerimenti pratici, concretamente applicabili, per una più efficace azione di prevenzione e tutela. A volte si tratta di semplici accorgimenti di buon senso, dalla catalogazione dei beni, anche tramite compilazione di una carta d'identità descrittiva e fotografica, l'Object Id che promuoviamo on-line sul sito www.carabinieri.it, fino alla verifica del completo deflusso dei fedeli per eliminare l'eventualità che malintenzionati possano rimanere in chiesa durante le ore di chiusura».