PISA Se volete farla indispettire, ditele che il successo dei grillini è frutto dell'antipolitica. Ecco, questa è proprio una critica che non digerisce. Perché Valeria Antoni, portavoce del Movimento 5 Stelle e sfidante del sindaco Marco Filippeschi (Pd) alle amministrative di maggio, è convinta che il 21 guadagnato nella rossa Pisa (rossa almeno fino all'altro ieri) sia frutto di politica. Con la P maiuscola. «Siamo stati gli unici a stare nelle piazze, ad ascoltare la gente, a organizzare assemblee aperte a tutti i cittadini senza chiedere soldi», dice Antoni il giorno dopo il trionfo. Questa donna - che fino a lunedì era semisconosciuta nei palazzi del potere pisano, ma che a maggio potrebbe costringere Filippeschi al ballottaggio nel caso in cui le amministrative replichino il risultato delle politiche - ha 38 anni, un marito, due bambini e un gatto. Laureata in Conservazione dei Beni Culturali, ha cominciato a far politica per «difesa personale» contro un sistema che non le piace. Dottoressa Antoni, si aspettava un risultato del genere? (Notare che la candidata non risponde mai al singolare, ma al plurale, sottolineando implicitamente il ruolo di portavoce degli attivisti del movimento). «Che dire? Siamo la prima forza politica alla Camera dei deputati. A livello locale siamo partiti da zero e siamo stati premiati con il 21. Non possiamo soltanto dire che siamo soddisfatti. C'è qualcosa di più dietro. C'è un lavoro il cui merito va senza dubbio attribuito a Beppe e al suo staff che sono stati per noi un megafono». Il comizio di Grillo in piazza La Pera a metà gennaio fu un successo. Nel Pd pisano qualcuno si augurò: piazze piene e urne vuote. Invece voi avete ribaltato il vecchio adagio: piazze piene, urne piene «In una piovosa serata infrasettimanale, per di più d'inverno, siamo riusciti a riempire piazza La Pera. Ciò significa che le persone hanno voglia di ascoltare e discutere. È ovvio che il nostro lavoro non si ferma qui. Siamo in corsa da un po' di tempo e continuiamo a correre. La partecipazione è sicuramente il nostro primo obiettivo». Veniamo al programma elettorale per le amministrative di maggio. Lei cosa propone per il futuro di Pisa? «I cittadini e le associazioni di categoria ci hanno già dato un sacco di spunti, suggerimenti, proposte per la costruzione del programma che avrà come base la Carta di Firenze, i dodici punti comuni alle liste civiche. A breve chiuderemo il programma con l'assemblea dei cittadini. I nostri obiettivi sono gli stessi delle altre liste a cinque stelle». Cioè? «Siamo per il referendum deliberativo senza quorum che introduca il cittadino nel palazzo, in modo da avere una democrazia partecipata. Siamo per la trasparenza degli atti e dei processi che portano alle scelte politiche». Come sceglierà la squadra dei collaboratori con cui presentarsi agli elettori e chiedere il voto per sbarcare a palazzo Gambacorti? «Li sceglieremo valutando i curricula secondo competenze specifiche, non secondo la logica delle lottizzazioni di partito. Una città universitaria come la nostra deve avere una giunta comunale scelta sulla base delle competenze dei singoli». Pisa si è caratterizzata negli ultimi anni per aver dato il via a grandi opere di trasformazione urbana, conquistando finanziamenti per milioni di euro. Come giudicate questo percorso? «Come le altre liste a cinque stelle, noi siamo contro l'imposizione di grandi opere, magari per favorire cooperative amiche. E vogliamo puntare su un lavoro costante di manutenzione ordinaria, affinché Pisa non finisca in ginocchio soltanto perché piove un po' di più del solito. Siamo pronti a discutere il modello dei trasporti pubblici, settore in cui non ci pare che negli ultimi anni la città abbia brillato. Infine, siamo per un turismo lento che porti il visitatore all'interno del contesto cittadino attraverso un percorso museale. Siamo convinti che Pisa non sia soltanto la Torre pendente».