Stava per comprarla il re del nichel, Angelo Terruzzi. Poi, però, ha preferito Palazzo Grassi. Qualche anno fa anche Woody Allen aveva accarezzato l'idea di diventare il dominus di Ca' Dario: ma forse ha desistito per via della pessima fama che avvolge questa splendida dimora quattrocentesca affacciata sul Canal Grande, cui certo non ha giovato il suicidio dell'ultimo proprietario, Raul Gardini. In attesa di qualche coraggioso acquirente, impermeabile alla superstizione che lega il fastoso palazzo veneziano a morti violente e disgrazie varie (prima fra tutte quella di Marietta, figlia del fondatore, Giovanni Dario), è il Fai ad aprire la "casa dei fantasmi": «Ma per carità, lasciamo perdere queste sciocche dicerie», taglia corto Marco Magnifico, amministratore delegato culturale del Fondo per l'ambiente italiano. Uno dei 400 beni, la leggendaria Ca' Dario dalle mura ornate di marmi policromi, aperti sabato 19 e domenica 20 marzo in 190 località italiane. La 13a Giornata di Primavera, che coincide quest'anno con il trentennale del Fondo per l'ambiente italiano e che, osserva Magnifico, «riesce ancora una volta, dopo tante edizioni, a raccontare un'altra storia italiana, grazie alla fantasia e all'entusiasmo di centinaia di delegati e 6 mila volontari». Una storia lunga oltre 2 mila anni, dai romani fino a Renzo Piano, variando, appunto, dalle rovine della città di Sòlunto, importante testimonianza della civiltà punica in Sicilia, conquistata dai Romani attorno al 250 a. C, alla nuova sede del "Sole 24 Ore" a Milano progettata da Piano, dalla Torre Normanna di Bova (Reggio Calabria) alla casa di Secondo Casadei, il principe del liscio, a Cesena. Due giornate all'insegna dell'arte e della cultura durante le quali apriranno le porte luoghi davvero mai visti. La spe-zieria di Santa Maria della Scala, per esempio, nell'omonimo convento carmelitano a Trastevere, era chiusa da almeno un secolo e si mostra adesso, laboratori inclusi, esattamente come appariva cent'anni fa, con i vasi sferici, le torrette di distillazione, i barattoli in ceramica e persino le ampolle tuttora contenenti l'acqua antipestilenziale e quella anti-isterica per cui la farmacia era rinomata. Ma anche Palazzo Caffarelli Vidoni, costruito a partire dal 1525, è pressoché sconosciuto, pur trovandosi in una delle vie più frequentate di Roma, corso Vittorio Emanuele. Sede del ministero della Funzione pubblica custodisce al suo interno grandiosi cicli di affreschi. Quelli cinquecenteschi, in particolare, l'uno dedicato alle Celebrazioni di Carlo V, l'altro alle Storie sacre di Tobia, sono rimasti inediti fino a pochi anni fa, e se da una parte è caduta l'attribuzione alla scuola di Perin del Vaga o agli Zuccari, ne viene ora evidenziato l'influsso vasariano. Da Roma a Imperia dove è di scena, invece, il primo Novecento con la sala da ballo dello Stabilimento Spiaggia d'Oro, costruita prima dell'estate del 1913, sul molo di Ponente, in perfetto stile Secessione. Così come è un esempio illustre di architettura del movimento moderno il grattacielo Pirelli a Milano, sede della Regione Lombardia, edificato tra il '55 e il '59 su progetto di Gio Ponti e restaurato dopo il drammatico incìdente aereo che lo danneggiò gravemente nel 2002. Da segnalare anche, alle porte di Milano, Villa Arconati a Castellazzo di Bollate. La monumentale residenza, seconda solo alla Villa Reale di Monza, è stata indicata come Luogo del cuore 2004 nell'ambito del censimento Fai dei luoghi più amati dagli italiani, che le hanno riservato il più alto numero di voti (7.474). «È a una maggiore consapevolezza del patrimonio culturale italiano che il Fai mira con queste iniziative», avverte Marco Magnifico, «e conoscerlo è sempre il primo passo per amarlo e rispettarlo. Sia che si tratti di singoli beni che di località ancora poco note, come Bra (Cuneo) o Monte San Savino (Arezzo) interamente aperte al pubblico per l'occasione o di itinerari tematici, come i luoghi della Sanità in Emilia Romagna o i palazzi del Sapere a Brescia».