I fichi spontanei che crescono allinterno del castello maniace Beni culturali a rischio in tutta Italia e Siracusa non fa eccezione: lancia ogni giorno il proprio grido d'allarme. Leggiamo sui quotidiani dei danni subiti dai monumenti Aretusei e ci auguriamo il salvataggio, il miracolo. E il pensiero va immediatamente anche a un monumento aperto al pubblico: Castel Maniace, edificio principe nel panorama dell'architettura Sveva che non ne è esente. Fichi spontanei crescono al suo interno, i licheni aggrediscono i conci lapidei del paramento murario interno della sala ipostila, le scale elicoidali di servizio alle torri sono impraticabili, l'accesso al vano-toilette sud-ovest e al Bagno della Regina non sono stati ripristinati. Il monumento è quindi fruibile in parte ormai da troppo tempo. Ci stupisce la rapidità del cantiere dell'Imperatore Federico II che lo completò in soli otto anni e ci stupisce la lentezza per il completamento del suo restauro. Una situazione alla quale si deve aggiungere la perdita di opere minori del territorio, come masserie, pozzi, abbeveratoi e mulini come quello di Tremilia. L'oblio lento e inesorabile cade sui siti archeologici soffocati dalle erbacce. Ma perdiamo quotidianamente anche parte del patrimonio arboreo: i mandorli della Pizzuta, le palme aggredite dal punteruolo rosso in ogni angolo della città. Il panorama sta cambiando senza che ce ne rendiamo conto. Essendo fortemente convinti che il nostro patrimonio culturale, storico e monumentale è alla base del rilancio dell'economia, in un momento di crisi generale come quello che stiamo vivendo, ci auguriamo una volontà politica generale e un coinvolgimento da parte delle associazioni, delle scuole, dei cittadini tutti per la rinascita di una città famosa in tutto il mondo. Anche perché perdere ancora tempo potrebbe compromettere irrimediabilmente le opere d'arte abbandonate. Laura Cassataro 24022013