Abbracciata a un mazzo di fiori, Franca Falletti lascia il suo incarico e va in pensione. Al suo posto, a maggio, arriva Angelo Tartuferi. La nomina del nuovo direttore della Galleria dell'Accademia, ufficializzata ieri mattina, dà il via a un valzer di poltrone che ricompone il mosaico dei beni culturali fiorentini, «secondo la migliore soluzione possibile come spiega la soprintendente Cristina Acidini in assenza di concorsi del ministero». E così Daniela Parenti, già vicedirettrice della casa del David, sostituisce Tartuferi nel ruolo di direttore del Dipartimento arte dal medioevo al quattrocento della Galleria degli Uffizi, mentre al suo posto si insedia un'altra storica dell'arte, Lia Brunori, già vicedirettrice del Museo di San Marco. Alla cerimonia del cambio della guardia, nella saletta didattica della Galleria dell'Accademia (ultima e amatissima creatura di Franca Falletti) Angelo Tartuferi è raggiante sotto i flash dei fotografi. Fiorentino, 55 anni, allievo di Mina Gregori, laureato in Storia dell'Arte medioevale e moderna, dal 2009 era anche vicedirettore degli Uffizi. Ruolo che al momento rimarrà scoperto. Ad accompagnare la nomina di Tartuferi brilla un ricco curriculum che annovera, tra le altre voci, nell'89 un dottorato di ricerca con una dissertazione sulla pittura fiorentina del XIII secolo, pubblicata col volume La pittura a Firenze nel Duecento e due incarichi di docenza, in passato all'Università di Firenze e attualmente a Perugia, per il Corso di laurea magistrale in Storia dell'arte. Riconosciuto anche a livello internazionale, specialista della pittura italiana dal medioevo al tardogotico, per Angelo Tartuferi l'incarico all'Accademia è in realtà un ritorno: dal 1997 al 2006 ha lavorato infatti nel ruolo di vicedirettore al fianco di Franca Falletti. Di cui dice spera di ereditare insieme ai progetti anche il piglio. In itinere c'è il lavoro su Lorenzo Bartolini e sul database a lui dedicato con al momento catalogate più di mille opere. Assecondando così la vocazione alla didattica che come ribadisce ancora una volta la direttrice uscente è nel Dna dell'istituzione museale, terza in Italia in ordine di importanza con 1,2 milioni di visitatori all'anno». «La Galleria è come una pentola a pressione», commenta Tartuferi additando le pale e i fondi oro sistemati ad altezze impossibili, giù nelle sale. Uno degli obiettivi del futuro è l'allargamento dello spazio museale annuncia speranzoso anche per sistemare i quadri secondo una cronologia». Nelle sue mani c'è ora l'eredità di un lungo lavoro (31 anni) portato avanti con grinta dalla Falletti, a cui promette di condividere «il dialogo» da lei instaurato tra l'arte antica e quella contemporanea. «Magari quella storicizzata», aggiunge prudentemente. Sarà lui il 14 maggio a tagliare il nastro alla grande mostra di «Un anno ad arte», Dal Giglio al David, sull'arte civica a Firenze tra Medioevo e Rinascimento; mentre è già in cantiere, nel 2014, un omaggio a Michelangelo, in occasione dei 450 anni dalla morte, con divagazioni contemporanee. Domani sera invece (ore 21, ingresso libero) omaggio in musica a Franca Falletti con il concerto dal titolo Non finito. Protagonisti Simone Butini, Giacomo Granchi, David Bellugi, Annaberta Conti, Ivano Battiston e Daniele Lombardi.
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Franca Falletti lascia il suo incarico di direttore della Galleria dell'Accademia e va in pensione. Angelo Tartuferi, 55 anni, assume il ruolo di direttore del Dipartimento arte dal medioevo al quattrocento della Galleria degli Uffizi. Tartuferi ha un ricco curriculum, con un dottorato di ricerca e incarichi di docenza. Ha lavorato al fianco di Franca Falletti dal 1997 al 2006 e spera di ereditare i progetti e il piglio della direttrice uscente. Il suo obiettivo è l'allargamento dello spazio museale e la sistemazione dei quadri secondo una cronologia. Sarà lui a tagliare il nastro alla mostra di Un anno ad arte il 14 maggio.
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