BRINDISI Sono di gran pregio storico gli ultimi ritrovamenti archeologici rinvenuti sul lungomare Regina Margherita, in prossimità della Capitaneria di porto, perché rappresentano gli antichi resti della Porta Reale. Per questo motivo saranno lasciati a vista anche dopo i lavori di riqualificazione. L'idea dell'amministrazione comunale, che il 18 febbraio ha concluso il lavoro di studio dei reperti, è quella di valorizzarli e, attraverso una lastra di plexiglass, esporli così come sono stati rinvenuti. Risalgono al XV secolo e si tratta dei resti di una colonna e fondamenta di quella che costituiva, insieme a Porta Lecce e Porta Mesagne, uno dei tre accessi a Brindisi e che fu demolita tre secoli dopo per volere di Andrea Pigonati. La Soprintendenza ai Beni culturali, chiamata a valutarne l'importanza, non si è ancora espressa ma i riscontri oggettivi hanno già portato l'amministrazione ad annunciare che non saranno ricoperti, come quelli già repertati vicino a Palazzo Montenegro. «Se non ci saranno problemi sollevati dalla Soprintendenza - ha spiegato il sindaco Mimmo Consales - abbiamo pensato a valorizzare questi reperti per dare al nostro lungomare un ulteriore elemento di prestigio e bellezza». Come realizzare questa possibilità sarà deciso a breve ma la soluzione potrebbe essere la stessa adottata anche per gli scavi che si trovano al di sotto del Nuovo Teatro Verdi. Lavoro che sarà impreziosito dal nuovo aspetto del lungomare: la conclusione dei primi lavori è prevista ad aprile e, in virtù di un investimento che supera i 5 milioni di euro, sarà riconsegnato alla città un lungomare esclusivamente pedonale. Per questa prima parte dei lavori, a cui seguiranno quelli per il tratto fino a piazzale Lenio Flacco e, in direzione opposta, su via del Mare, sono ancora necessari due mesi e, proprio in previsione della variante proposta al progetto dal Comune per permettere di vedere i reperti, i tempi potranno essere un po' più lunghi limitatamente a quella parte. Nel frattempo sarà completato il progetto che prevede anche nove chioschi a vetri in cui saranno venduti souvenir e prodotti tipici locali. La scelta dell'amministrazione, però, non ha trovato il favore dei commercianti che temono la concorrenza. Alcune esigenze, come lo sgravio fiscale (relativo ai mesi di apertura del cantiere) di Tarsu, Tosap e pubblicità, sono state accolte in seguito alle loro specifiche richieste.