COPPA America 2013 e tutela paesaggistica. La storia è destinata a ripetersi. Via Caracciolo è tutelata da tre vincoli ministeriali e da norme di piano regolatore. L'anno scorso, di questi tempi, si discuteva sulla possibilità di fare svolgere le regate della Coppa America proprio sullo specchio d'acqua antistante via Caracciolo. Ciò comportava l'ampliamento delle scogliere esistenti e l'allestimento di un villaggio della vela dentro e fuori la Villa Comunale, anch'essa tutelata. La nutrita serie di vincoli consentiva tutto ciò? La risposta non fu facile né univoca. Ci vollero sette fitte pagine del capo dell'ufficio legislativo del ministero, Paolo Carpentieri, per sciogliere in senso positivo il quesito, ma con confini di applicazione molto ristretti. Il nullaosta all'ampliamento della scogliera era giustificato dalla provvisorietà dell'opera perché, recitava con ottimismo il parere ministeriale, «è assicurata dal Comune di Napoli la pronta rimozione, nel rispetto delle istruzioni per il ripristino dello stato dei luoghi che saranno impartite dalla competente Soprintendenza». PP er l'allestimento del villaggio della vela e degli ormeggi a mare, il nullaosta era concedibile perché, si scriveva ancora testualmente, si tratta di opere «non ripetibili, ossia di natura del tutto eccezionale e una tantum» (prot. 1301 del 24.01.2012, per i cultori della precisione burocratica). Espressero perplessità per questa decisione Salvatore Settis, Tomaso Montanari, Mario De Cunzo, Gerardo Marotta e altri autorevoli esponenti del mondo culturale che firmarono una nota dal titolo "Il vincolo c'è ma non lo vedono". Nutrita e significativa la presenza tra i firmatari di esponenti di rilievo dell'Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia, l'associazione di Palazzo Marigliano che ha fornito personale politico all'amministrazione de Magistris nata (ma non cresciuta) nel rigoroso rispetto delle norme di tutela, come dimostra il cambio di opinione sulla colmata di Bagnoli, ultimo d'una lunga serie. Le istruzioni del Soprintendente Gizzi per il ripristino dello stato dei luoghi arrivarono tempestive, ma l'ampliamento delle scogliere non è stato mai rimosso, né vale la giustificazione che sulla loro funzione siano in corso studi da parte di istituti universitari napoletani. Il vulnus alla tutela per la mancata demolizione c'è stato, indubbiamente, al di là delle carte che potrebbero anche essere in ordine. Ora, per le opere necessarie alla edizione 2013 della Coppa America, si ripropone per la seconda volta l'una tantum e il loro carattere del tutto eccezionale. Beffa e paradosso sono le parole che riassumono bene questa situazione. C'è il rischio, come s'è detto, di assistere al ripetersi di una storia che l'anno scorso esordì con un interrogativo minaccioso: vogliamo perdere l'occasione di ospitare un evento di risonanza mondiale per arzigogoli giuridici? Neppure per idea, si rispose allora. Neppure per idea, si ripeterà quest'anno. Poiché i vincoli non sono cambiati, il parere ministeriale non è stato riformato e l'una tantum non si può invocare ogni anno, è necessario che qualcosa di più serio intervenga nella questione, e cioè: vincoli riformulati, più specifici e meglio scritti, modifiche di piano regolatore, più severità e discernimento culturale nella programmazione sull'uso del litorale, progetti di maggiore qualità, commissioni d'alto profilo scientifico per le autorizzazioni, insomma, qualcosa che faccia diventare sostanziale e non formale la tutela. Una decisione da prendere subito, anche a prescindere dalla vicenda legata alla Coppa America, perché da tempo via Caracciolo e la Villa Comunale subiscono ogni sorta di oltraggio al loro status di bene culturale. Dopo numerose manifestazioni oltremodo invasive per il delicato equilibrio dell'area, altre minacce incombono all'orizzonte con la proposta dei ristoratori di Chiaia di spostare sul lungomare le loro attività nella buona stagione. Inquietano inoltre le voci di trasformazioni più radicali della storica immagine di via Caracciolo con il rifacimento della pavimentazione con legno e pietra, il prolungamento della Villa fino al mare, l'immancabile nuovo arredo urbano e altre creative soluzioni non richieste. L'inquietudine non è placata dalla circostanza che l'università assisterà l'amministrazione comunale in questa intrapresa urbanistica. La stessa inquietudine è invece attenuata dalla dichiarata mancanza di fondi e dal conseguente ricorso a sponsor privati, irreperibili in questa difficile congiuntura economica. Se il programma dovesse andare in porto per ostinata volontà ad intervenire comunque, allora si dovrà ammettere che questa è tipica materia da concorso internazionale al quale gli uffici tecnici comunali e l'università potranno fornire eccellente supporto nella definizione dei criteri informatori del progetto e nella scrittura del bando. Ci sono urgenze di tutti i tipi in città che aspettano risposte adeguate. Risulta più conveniente organizzare eventi spettacolari e aprire cantieri per il superfluo. Nel frattempo, la tutela paesaggistica è variabile dipendente dalla convenienza politica.
NAPOLI - Lungomare i vincoli non sono facoltativi
La storia della Coppa America 2013 e la tutela paesaggistica di via Caracciolo e della Villa Comunale a Napoli. L'anno scorso si discusse sulla possibilità di fare svolgere le regate della Coppa America sullo specchio d'acqua antistante via Caracciolo, ma la risposta del ministero fu positiva solo per opere non ripetibili e una tantum. I vincoli non sono stati riformulati e non è stato richiesto un piano regolatore più severo. La tutela paesaggistica è variabile e dipende dalla convenienza politica. L'università di Napoli ha espresso inquietudine per le proposte di trasformazioni della storica immagine di via Caracciolo. La situazione è considerata di urgenza e richiede una risposta adeguata.
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