Gentile signora Bossi Fedrigotti, sabato scorso ho visitato il Cenacolo Vinciano con un'ottima visita guidata. Scrivo, però, non senza grande rammarico, per stigmatizzare il comportamento del personale addetto alla sala in cui si trova il capolavoro. Al momento della mia visita, alle 11, c'erano tre signore a controllo della sala. Quando siamo entrati, alcune persone del nostro gruppo hanno scattato fotografie (senza l'uso del flash) con il cellulare. A un certo punto due delle signore in questione, partendo dal fondo della sala si sono avvicinate urlando al nostro gruppo «Ma guarda, guarda quante foto stanno facendo!!! Non si possono fare le foto!!!». Si sono avvicinate alle persone che avevano scattato le foto e con fare molto aggressivo e sgarbato hanno detto loro che non si potevano fare fotografie obbligandole a cancellarle. Hanno preteso di assistere alla cancellazione dai dispositivi gridando «Cancel, cancel!!!», peraltro a visitatori italiani. Poi sono tornate in fondo alla sala a chiacchierare tra loro e, quando è terminato il nostro turno di visita, a loro giudizio siamo evidentemente stati troppo lenti a uscire in quanto ci hanno urlato «Uscite, uscite!» con tono di rimprovero, ma ridendo tra loro. All'uscita ho espresso le mie rimostranze alla guida che, sconsolata, ha detto che purtroppo riscontra sempre questo comportamento da parte delle signore in questione e che anche in passato ha assistito a vere e proprie aggressioni verbali nei confronti dei visitatori, spesso con motivi pretestuosi, e disturbo in generale verso tutti i presenti visto che alzano spesso la voce. Non sarebbe meglio se le signore preposte al controllo informassero (col dovuto garbo!) all'ingresso dei turni di gruppo del divieto di scattare foto? Sono sicura che se l'avessero fatto, e poi fossero rimaste nei dintorni a controllare anziché tornare a chiacchierare tra loro, nessuno avrebbe violato tale divieto. Mi duole profondamente quanto accaduto perché sono orgogliosa della mia Milano e del suo patrimonio artistico, e non manco mai di raccomandare a chiunque di visitare la nostra splendida città. Certo è che consigliando la visita del Cenacolo, in futuro, non potrò esimermi, mio malgrado, dal mettere in guardia le persone dal comportamento maleducato del personale. Serena Carla Rizzi Lei non è la prima che lamenta questa situazione e anche su «trip advisor» si possono trovare commenti significativi a proposito del tipo di accoglienza che si rischia al Cenacolo. Capisco lo stress di dover avere a che fare con un fiume ininterrotto di visitatori, ma mi domando: un responsabile del personale non c'è? Isabella Bossi Fedrigotti