L'amore che sembrava esser scoppiato fra il sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi, e l'elbano Umberto Mazzantini, responsabile Legambiente per le isole minori, è durato poco. Meno di un anno, visto che l'ambientalista e il primo cittadino avevano "brindato" insieme alla demolizione dell'ecomostro e alla riapertura del sentiero della Guardiola. Ma a seguito delle parole dell'imprenditore Franco Giusti, proprietario dell'area dove sorge l'ecomostro, la "love story" si è trasformata in crisi nera. Martedì scorso Mazzantini aveva rimproverato il sindaco e la Regione per non essersi fatti valere all'incontro di lunedì 11 febbraio, durante il quale le due istituzioni e il costruttore hanno concordato demolizione e ricostruzione del centro servizi di Procchio. Due giorni fa Anna Bulgaresi ha risposto piccata, chiedendo a Mazzantini dove fosse nel 2001 mentre il complesso edilizio prendeva forma. «Se ha definito la ricostruzione del centro servizi «una sconfitta del bene pubblico e della comunità di Procchio» afferma il sindaco se tale è adesso tale era nel 2001. Quello sarebbe stato il momento giusto per espropriare l'area e costruire parcheggi pubblici, cosa che avrei fatto io se non avessi trovato tutti gli impedimenti amministrativi e legali». Una critica che l'attuale primo cittadino muove verso il suo predecessore, Luigi Logi, rincarando la dose: «La buona urbanistica non avrebbe dovuto approvare nel 2007 la variante al piano di fabbricazione continua Bulgaresi e se Legambiente trova i fondi per procedere all'esproprio dell'area ci impegneremo a costruire tutto ciò che loro ritengono necessario. La mia amministrazione - conclude il primo cittadino - ha agito ed agirà nel rispetto delle persone che amministra e della legge». Mazzantini ha poi risposto a Bulgaresi, affermando che avrebbe potuto servirsi delle leggi vigenti per delocalizzare l'area edificabile. «L'unico torto che ci può essere addebitato commenta l'ambientalista - è di aver creduto a quanto affermato da sindaco e Regione Toscana. Ci siamo illusi, sbagliando, che ci fosse la volontà di liberare Procchio e l'Elba da quella indigeribile bruttura». (s.t.)