L'Ue: le misure di compensazione previste sono adeguate VENEZIA Quando l'europarlamentare dell'Idv Andrea Zanoni ha girato a Luciano Mazzolin l'ordine del giorno della seduta del 20 febbraio della commissione per le petizioni di Bruxelles, lo storico ambientalista è caduto dalle nuvole. In lista compariva anche la proposta di archiviazione da parte della Commissione guidata da Josè Manuel Barroso delle due petizioni anti-Mose depositate nel 2005 e nel 2006 e con una motivazione che ha subito messo in allarme i comitati: «Il 5 ottobre 2012 la Commissione ha pertanto comunicato ai denuncianti la sua intenzione di archiviare l'indagine, invitandoli a presentare entro un mese eventuali argomentazioni contro la chiusura del fascicolo - era scritto - Poiché i firmatari non hanno replicato, il 21 novembre 2012 la Commissione ha archiviato l'indagine in oggetto». «Ma noi non abbiamo ricevuto niente!», si è inalberato Mazzolin, che ha preso subito carta e penna (telematiche) e ha scritto un'email alla presidente della commissione petizioni, l'italiana Erminia Mazzoni, per bloccare tutto. Missione compiuta, visto che lunedì scorso, in risposta all'email spedita il 14 febbraio, Mazzoni ha accolto la richiesta. «Alla luce di quanto da voi indicato, le petizioni in oggetto non verranno archiviate - ha scritto - Ho chiesto che siano portate all'attenzione dei coordinatori dei gruppi politici, in modo da discuterne il seguito». «Un grande successo», esulta Mazzolin, che aveva firmato le petizioni con Tiziana Turatello in nome e per conto dell'assemblea permanente NoMose. Petizioni che vennero portate a Bruxelles con tanto di 12.154 firme di cittadini contrari alle dighe mobili alle bocche di porto della laguna. «Nei prossimi giorni presenteremo alla commissione petizioni del Parlamento Europeo nuova documentazione contro il progetto Mose», assicura il portavoce dell'assemblea, che ha anche già indicato a Mazzoni un elenco di persone da sentire a integrazione delle carte: dal magistrato della Corte dei Conti Antonio Mezzera ai tecnici della società Principia che avevano messo in dubbio la tenuta delle dighe, da Armando Danella a Paolo Pirazzoli del Cnr, fino ai componenti della commissione Via che analizzò il progetto nel 1998. Resta però il fatto che la Commissione ha deciso di procedere con l'archiviazione della petizione, a ormai sette anni dal deposito. E d'altra parte è una conseguenza di un'altra archiviazione, quella della procedura di infrazione aperta nel dicembre 2005 contro lo Stato italiano per violazione delle direttive Habitat e Uccelli. La procedura è stata chiusa nel 2009, ma fino all'aprile scorso il carteggio tra Roma e Bruxelles è stato fitto. «La Commissione è pervenuta alla conclusione che le autorità italiane avevano adottato misure di compensazione adeguate, per esempio il ripristino degli habitat di zone umide - scrive la Commissione al termine di un documento di quattro pagine - nonché migliorato il sistema di monitoraggio relativamente a specifiche specie di uccelli e valori di riferimento». Centrato anche l'obiettivo della trasparenza delle informazioni: «Risulta ora garantita grazie a miglioramenti apportati ai siti web». Ma gli ambientalisti contestano queste conclusioni e sono pronti a rilanciare.
Venezia. Petizione anti-Mose in archivio, ma gli ambientalisti la riaprono
Il testo è un articolo di giornale. Il riassunto è il seguente:
L'europarlamentare Andrea Zanoni ha girato a Luciano Mazzolin un ordine del giorno della seduta del 20 febbraio della commissione per le petizioni di Bruxelles. Mazzolin ha chiesto di bloccare l'archiviazione delle due petizioni anti-Mose depositate nel 2005 e nel 2006. La Commissione ha comunicato ai denuncianti la sua intenzione di archiviare l'indagine, invitandoli a presentare eventuali argomentazioni contro la chiusura del fascicolo. Ma Mazzolin ha ricevuto una risposta positiva e la presidente della commissione petizioni, Erminia Mazzoni, ha accolto la richiesta.
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