Sono un architetto che opera a Treviso ed è seriamente preoccupato del declino urbano in atto in questa città. Ho seguito sul Corriere del Veneto la polemica circa le trasformazioni urbane in corso che riguardano fra l'altro l'ex sede della Provincia. Non intendo in alcun modo parlare di vincoli né sindacare la legittimità di qualsivoglia intervento di trasformazione su di esso. Mi sento però in dovere di ricordare che esso (con l'edificio Ina Casa, e pochi altri) è una delle rare opere, tra quelle costruite nel primo dopoguerra in Treviso, che sono state progettate da architetti di fama, protagonisti della storia dell'architettura italiana. Al di là di questo indubbio valore di testimonianza, l'edificio progettato da Luigi Piccinato, e costruito nel 1955, si pone come un esempio evoluto di quella architettura anni Cinquanta che, superando la schematicità e il rigore del primo razionalismo, sviluppa una ricerca di forme più complesse e organiche e riscopre contemporaneamente i valori del lavoro artigiano e del dettaglio decorativo. Esso si inserisce come importante punto di riferimento nel contesto urbano e l'ampia loggia con colonne esagonali che individua uno spazio urbano coperto, formalmente molto interessante ha grandi potenzialità di fruizione da parte dei cittadini. Sono interessanti anche le facciate razionaliste dove la fitta finestratura, ben si abbina a muri rivestiti in pietra naturale, mentre anche all'interno, si trovano spazi inusuali e interessanti, prime fra tutti, le due sale a pianta esagonale e gli atri ove si ripropone la suggestione della griglia triangolare che costituisce la caratteristica precipua dell'edificio. Si consideri prima di abbattere l'edificio, che ciò significherebbe cancellare una delle poche testimonianze architettoniche davvero significative di un periodo, come quello della ricostruzione postbellica, che ha segnato una immensa trasformazione della città, contribuendo però solo di rado (e questo è uno dei casi) ad accrescerne la qualità urbana e architettonica. Credo che, al di là della sussistenza o meno di vincoli sarebbe sensato e probabilmente anche conveniente un intervento, che pur consono ai legittimi interessi della proprietà si proponesse di valorizzare l'immobile tenendo conto, anzi mettendo a frutto questo suo intrinseco valore.
Treviso. L'ex Sede della Provincia un'Architettura da salvare
Un architetto di Treviso esprime preoccupazione per il declino urbano della città. Ha letto un articolo sul Corriere del Veneto sulla trasformazione dell'ex sede della Provincia. L'architetto non intende discutere della legittimità degli interventi, ma ricorda che l'edificio è una delle poche opere del primo dopoguerra progettate da architetti di fama. L'edificio, costruito nel 1955, è un esempio di architettura anni Cinquanta che combina forme complesse e organiche con valori del lavoro artigiano e dettaglio decorativo. L'architetto considera l'edificio come un punto di riferimento urbano importante e suggerisce di valorizzare l'immobile, tenendo conto del suo valore storico e architettonico.
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