La famosa classifica del Fai, uscita l'altro giorno e commentata da Tino Bino nel fondo del Corriere di mercoledì, mi ricorda quell'altra, più dolorosa per noi, anni fa: una classifica sul Sole 24 ore. Tra le città meno dedite alla cultura, Brescia era in pole position. Scoppiò un finimondo; in un sussulto d'orgoglio dai giornali grondavano lamentele, stupore, affermazioni che no, era una classifica drogata, non era vero, Brescia non era così in basso. Ora la classifica del Fai ci richiama all'ordine. Un vizio assurdo forse ci possiede? Siamo autolesionisti? O solo menefreghisti? Dice: in tempi di crisi chissenefrega dei monumenti, Brescia è città concreta e bada al sodo. Stiamo affondando, l'industria chiude o arranca e le anime belle pensano ai musei, ai monumenti, a queste storie dei momenti grassi. Ma le vacche magre vanno curate anche con queste medicine, con la cura delle nostre memorie, con i palazzi che vanno spolverati come facciamo con i mobili di casa e non lasciati andare alla deriva per poi sottoporli ad un restauro radicale e costoso. Siamo in assenza di pensiero, voglio dire non pensiamo a loro, ai luoghi storici della nostra identità. Ci passiamo accanto e li guardiamo distrattamente. Molti non sanno nemmeno di cosa si tratti, dove si trovano, di che condizioni soffrano. Le pizzerie, i bar, i ristoranti quelli li conosciamo, e ne facciamo le classifiche. Per i monumenti no. Parlo per me naturalmente. Ho sul cellulare i telefoni di 40 ristoranti a Brescia, ma nessun telefono dei «monumenti». D'altronde come potrei? Come potreste? Bisognerebbe che ci fosse una portineria anche per loro, una mappa con dati, orari d'apertura, a chi rivolgersi, eccetera. Recentemente, richiesto, ho organizzato un pullman di 55 persone in Valle Camonica per vedere e commentare gli affreschi da Pietro da Cemmo a Romanino. Per organizzare il tutto, trovare le chiese aperte, i parroci presenti, ho fatto trenta telefonate. Come avere le chiavi di Santa Maria del Restello a Piancamuno? L'Annunciata di Borno a che ora chiude? Romanino a Pisogne a che ora apre? Insomma un bel lavoretto, ma grande viaggio, tutti molto soddisfatti. Facciamo una guida per Brescia, mettiamola in rete, mettiamo sulla nuova mappa della metropolitana tante informazioni, cominciamo a lanciare messaggi subliminali: chi scende a Vittoria cosa trova là sopra? E chi sale a Cesare Battisti, quali bus incrocia? Ma anche quali gioielli può guardare? Ricostruiamo dal basso, per risalire le classifiche nazionali che ci vedono, non senza ragione, tra quelli che non curano queste inezie, ma badano al sodo, o forse solo al soldo.