Ancora un rinvio per il bilancio preventivo. Prima si studierà come ridurre i costi Il dossier NEMMENO l'ultimo consiglio di amministrazione è servito nei giorni scorsi a varare il bilancio preventivo 2013 del Carlo Felice. Ci si proverà di nuovo l'8 marzo, quando i consiglieri della Fondazione presieduta dal sindaco Marco Doria e guidata dal sovrintendente Giovanni Pacor torneranno a riunirsi. Certo è che prima o poi (meglio prima), bisognerà affrontare il cuore del problema, vale a dire il pareggio dei conti nel 2013. Solo dopo la presentazione del bilancio preventivo, infatti, si potrà chiedere la quota di finanziamento pubblico garantito dal Fus che quest'anno sarà ridotta rispetto al 2012. La buona notizia, che filtra dal ministero dei Beni Culturali, è che in sede di assestamento di bilancio, previsto a giugno, si potrebbero trovare nuove risorse, per attestarsi sugli stessi livelli del 2012. Ma nel frattempo bisogna agire, affrontando la doppia partita (che è poi anche una partita doppia) dei costi e dei ricavi. Il lavoro di Pacor, da questo punto di vista, è oggettivamente incessante. Una forte azione di marketing e di promozione del Teatro ha aperto nuove strade commerciali, a cominciare dalla vendita delle poltrone per proseguire con l'imminente apertura del ristorante nel foyer. Il Carlo Felice, inoltre, si è progressivamente aperto alla musica in senso lato, non circoscrivendo il suo ambito al "core business" di lirica, classica e balletto. Ma ovviamente tutto questo non basta, perché è sulle due voci-cardine che bisogna intervenire: la prima, che tocca i ricavi, invita a trovare celermente nuovi sponsor pronti a condividere la causa del Carlo Felice; la seconda, che riguarda i costi, chiede di affrontarne in modo risolutivo il suo contenimento. Solo Iren, per ora, e con un peso ridotto rispetto all'ultimo biennio, ha risposto alla chiamata delle sponsorizzazioni. Finmeccanica continua a non pervenire e la cordata privata che due anni fa garantì attraverso l'allora presidente di Confindustria Giovanni Calvini un milione di euro non si è ancora ricostituita. Il soggetto su cui si punta, si sa, è la Compagnia di San Paolo, che potrebbe intervenire con una sponsorizzazione economica o anche favorire una sinergia con il Teatro Regio di Torino. Ma nessun privato e nessuna compagnia accetterà mai di sostenere il Carlo Felice senza prima averne visto e valutato un piano industriale che preveda il pareggio di bilancio. E qui si torna al punto precedente. Come intervenire? La legge Fornero ha stoppato una trentina di uscite dal teatro che avrebbe contenuto sensibilmente i costi. Chiusa questa pagina, bisogna decidere come agire. E da questo punto di vista il pronunciamento del sindaco Doria, che della fondazione è presidente, è particolarmente atteso. I contratti di solidarietà, che avevano consentito di risparmiare quattro milioni di euro (con i dipendenti che avevano accettato di tagliarsi del 20 lo stipendio) sono terminati. Potrebbero essere riproposti, ma non immediatamente. Di certo si proseguirà sulla strada degli ammortizzatori sociali, puntando su esodi agevolati e, in ultima istanza, se non saranno possibili altri interventi, sulla cassa integrazione, probabilmente al termine della stagione, in estate, quando non sono previsti spettacoli in cartellone.