Alla ricerca di un patrimonio culturale, storico ed anche economico; armati di metal detector setacciano il territorio, rubando reperti antichi, cancellando tracce di un passato che, dopo il loro intervento, non potrà più essere ricostruito. E' l'attività illecita dei tombaroli, ancora in azione nel Catanese, così ricchi di reperti preziosi. Uno di loro è stato, però, fermato dai carabinieri della Stazione di Belpasso che hanno agito insieme ai militari dell'Arma del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Siracusa. Un'azione mirata questa degli investigatori che nel corso dell'operazione sono riusciti ad individuare e denunciare un 51enne. Un volto noto alle forze dell'ordine visti i suoi precedenti, sempre per reati specifici, commessi in violazione alla normativa in materia di ricerche archeologiche oltre al possesso illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. L'uomo è stato fermato mentre con l'aiuto di un metaldetector, stava setacciando le campagne di contrada "Valcorrente", alla periferia di Belpasso; territorio ricco di reperti archeologici. Dopo il fermo è scattata la perquisizione domiciliare: i carabinieri che hanno trovato e sequestrato tre monete in metallo di varie epoche, un bottone metallico antico e una porzione di anfora. Visti gli elementi in possesso i militari dell'Arma l'hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Catania. Il metal detector e un attrezzo adibito al dissodamento del terreno, sono stati, invece, sequestrati. Mary Sottile 21022013
SICILIA - Belpasso, col metal detector a caccia di reperti: denunciato
I carabinieri della Stazione di Belpasso hanno fermato un 51enne accusato di essere un tombarolo. L'uomo era in possesso di reperti archeologici, tra cui monete, un bottone metallico antico e una porzione di anfora. La perquisizione domiciliare ha rivelato anche un metal detector e un attrezzo per dissodare il terreno. I militari dell'Arma del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Siracusa hanno denunciato l'uomo alla Procura della Repubblica di Catania. Il volto del tombarolo è noto alle forze dell'ordine a causa dei suoi precedenti per reati commessi in violazione della normativa sull'archeologia e il possesso illecito di beni culturali.
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