Partono le denunce, ancora prima delle proteste. Su via Giulia e sul progetto che prevede di realizzare in quellarea un albergo con ristorante, decine di residenze, un urban center da 1.900 metri quadrati con la musealizzazione dei reperti ritrovati e un parcheggio, già si stanno muovendo le associazioni ambientaliste e dei residenti. La prima è stata Italia Nostra che ha inviato una diffida al ministro per i Beni Culturali a concedere qualsiasi parere favorevole al rilascio dellautorizzazione alla costruzione della maxi struttura tra la storica via Giulia e il lungotevere dei Tebaldi, prima del completamento degli scavi archeologici in atto che non ancora si sono conclusi. «Larea, oggetto del project financing presentato da Cam, è stata identificata dagli scavi archeologici del 2011. Qui si troverebbero gli "stabula" scuderie della "factiones" degli Aurighi che correvano al Circo Massimo - sottolinea lassociazione ambientalista - Chiediamo al Ministero di predisporre, con urgenza, la documentazione per lapposizione di un vincolo archeologico diretto e indiretto ai sensi del codice dei Beni Culturali 422004». Sono in molti a mobilitarsi. Spuntano come funghi gruppi su Facebook per aderire al movimento del no al progetto choc che stravolgerebbe la strada dei "blasoni" romani. Così in attesa dellincontro pubblico che il presidente del municipio I, Orlando Corsetti, ha organizzato per il 5 marzo, sono tanti i comitati che si schierano contro il progetto presentato dalla concessionaria che doveva realizzare dei posteggi interrati. «Per noi quel piano è un inaccettabile baratto tra affari e tutela delle aree storiche ed archeologiche - continua Italia Nostra - È tempo che a Roma il Mibac dia un forte segnale per invertire questa tendenza perniciosa di commistione tra interessi privati e lobbligo di tutela dei beni culturali».
ROMA - Italia Nostra diffida Ornaghi "Non autorizzi il piano di via Giulia"
In via Giulia, a Roma, è in corso una controversia sulla costruzione di un albergo con ristorante, residenze, un urban center e un parcheggio. Le associazioni ambientaliste e i residenti hanno denunciato la mancanza di scavi archeologici conclusi e hanno richiesto il vincolo archeologico. Italia Nostra ha inviato una diffida al ministro per i Beni Culturali. I residenti hanno creato gruppi su Facebook per mobilitarsi contro il progetto, che considerano un baratto tra interessi privati e tutela dei beni culturali. Il municipio ha organizzato un'incontro pubblico per il 5 marzo. Il Mibac è stato criticato per non aver invertito la tendenza di commistione tra interessi privati e tutela dei beni culturali.
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