Una sezione permanente all'interno del museo della Linguella a Portoferraio Saranno coinvolti circa ottocento studenti delle classi elementari e medie PORTOFERRAIO Una sezione didattica permanente al museo archeologico della Linguella. Una serie di attività laboratoriali da istituzionalizzare e far riconoscere a tutti gli effetti dal Provveditorato di Livorno e dalla Soprintendenza di Pisa. Sarà indirizzata a giovani studenti appartenenti alla prima e seconda fascia della scuola dell'obbligo (coinvolti sono circa ottocento alunni di Portoferraio durante la fase invernale), mentre nel periodo primaverile e autunnale coinvolgerà invece studenti che arrivano in gite scolastiche all'Elba. E' l'obiettivo che intende conseguire il progetto Pic (Piano integrato per la cultura) per la didattica alla Linguella, oltre a quello conclamato di avvicinare i giovani al museo. Laboratori didattici ma anche una più ampia conoscenza del patrimonio archeologico elbano a giovani studenti delle varie scuole nazionali. Gli incontri (che si svolgeranno con Mario Ettore Bacci e Stefano Rossi, responsabili della cooperativa Aion specializzata in attività didattiche per l'archeologia) sono iniziati in questa settimana e si concluderanno con il mese di marzo. Il progetto si tiene grazie alla Regione, in collaborazione con il comune di Portroferraio e l'Aion. «In definitiva ha spiegato Mario Ettore Bacci si vuole creare un circolo virtuoso tra la ricerca scientifica, le campagne di scavo promosse sul territorio e il museo stesso. Descrivere un cerchio tra momento scientifico e procedimento laboratoriale, all'insegna della storia preistorica della nostra Isola». Insomma rendere vissuto e partecipato il museo attraverso i laboratori. Basta quindi con le lezioni cattedratiche e illuminanti quanto si vuole. Al loro posto manipolare la materia, per rendere consapevoli i giovani delle conquiste operate dall'uomo nell'arco della storia. È con questi intendimenti che ieri hanno sperimentato le prime esperienze gli alunni del plesso delle Battisti e della media Pascoli. I ragazzi hanno frantumato, secondo le tecniche seguite anticamente, i chicchi di grano. Poi ne hanno ricavato dei piccoli pani cotti da loro stessi, così come si procedeva agli albori della civiltà. «È importante ha detto Antonella Giuzio, assessore alla cultura di Portoferraio che i ragazzi vedano, tocchino con mano, rivivano le esperienze del passato. Credo che così apprenderanno meglio che studiare sui libri di testo». «Del resto ha concluso Alessandro Squarci, vicepresidente della Cosimo la sezione didattica è molto diffusa in Italia. E' un'esigenza che intendiamo offrire anche noi».