La città riferimento della Sicilia per la «lettura dei frammenti di storia» lartiglieria rinvenuta e successivamente recuperata a portopalo Avola diventa punto di riferimento della Sicilia Orientale per «la lettura dei frammenti di storia» celati dai fondali marini. Il laboratorio di restauro dei cannoni recuperati a gennaio grazie alla straordinaria scoperta avvenuta lungo la costa antistante la spiaggia di Gallina sta diventando una realtà. I locali della foresteria attigua alla Centrale elettrica di Gallina, messi a disposizione dal comune quale base logistica per gli archeologi, dove attualmente sono sottoposti a processo di desalinizzazione i cannoni appartenenti alla flotta inglese, accoglieranno altri importanti reperti. Si tratta di un cannone di circa un metro e mezzo di lunghezza e di 45 centimetri di diametro, di particolare calibro ancora da studiare, recuperato a Portopalo di Capo Passero dal nucleo dei sommozzatori della Guardia di Finanza, gruppo aereo-navale, guidati da Marco Re, nel luglio del 2011, su segnalazione del pescatore Gaetano Chiaramida, nonché di un cannoncino trovato nel mare antistante Marzamemi nell'estate del 2012 ancora da classificare. Questa mattina, infatti, grazie alla collaborazione per il trasporto di Masuzzo nautica di Pachino che ha messo a disposizione un mezzo con la gru, i pezzi di artiglieria, scortati dal nucleo della Guardia di finanza di Pachino, dopo la consegna ufficiale del primo cittadino di Pachino, saranno trasferiti dalla Delegazione di spiaggia di Marzamemi direttamente ad Avola. La zona della centrale elettrica di Gallina, quindi, diventeranno base logistica dove verranno convogliati per il restauro, non solo questi, ma tutti i cannoni provenienti dai fondali della Sicilia Orientale. «Un'idea progettuale che ha mosso i primi passi a gennaio e che sta diventando una realtà perché il sindaco Luca Cannata con la sua giunta ha dimostrato grande sensibilità mettendo a disposizione i propri locali per il ricovero e la custodia dei cannoni- ha commentato l'archeologo della Sovrintendenza regionale del mare e direttore del progetto di recupero del relitto dell'imbarcazione del XVII secolo, Nicola Bruno-. Da deposito a laboratorio di restauro, una trasformazione che si è imposta sin da subito in modo del tutto consequenziale proprio per l'importanza della scoperta, nel mare di Avola, dell'artiglieria della flotta inglese che ha stravolto la ricostruzione degli eventi di quel lontano 12 agosto 1718». Sarà poi cura del sovrintendente, una volta completato il restauro, riportare i cannoni sul luogo d'origine. Frattanto la giunta Cannata sta facendo l'impossibile per coniugare la ricchezza del patrimonio archeologico con il dinamismo delle idee per trasformarle in volano per l'economia. Gabriella Tiralongo 21022013