Ma non avrebbero dovuto essere rimossi subito dopo la prima sessione della Vuitton Cup? I "baffi" della scogliera di via Caracciolo, da sostituire con scogliere soffolte, sono ancora lì. Ci si chiede perché mai non si sono realizzati soffolti fin dallinizio. E non solo: si apprende che essi saranno rimossi solo dopo levento di aprile. Che cosa è successo? Cè stato un diverso accordo? E tra quali istituzioni? E la denuncia alla Procura, che fine ha fatto? In un paese nel quale almeno la metà delle cose che si fanno viaggia sottobanco, anche questa si ascrive come una bella notizia. Alla faccia della rivoluzione: niente è più banalmente consueto di quanto è accaduto e sta per accadere a via Caracciolo. Intanto il promesso restauro del molo San Vincenzo è rinviato sine die. Non solo; si legge che la società di scopo Acn sarà investita di ruoli più estesi di quanti originariamente concessi. Ciò significa che la sua ragione sociale comprenderà tutta una serie di eventi spettacolari, dai quali, con la sola opportuna defezione dellUnione Industriali, gli enti che la sostengono e sponsorizzano si attendono una rinascita significativa dellimmagine della città. Con sostanziose iniezioni di danaro pubblico fresco, sottratto ad altri più urgenti scopi. Intanto si spendono oltre 10 milioni di euro (di cui 4,2 solo per diritti dimmagine) in un evento il cui ritorno economico è ancora tutto da stimare e dimostrare. Altro che speculazione sui derivati, qui siamo alla bancarotta preordinata e programmatica! Dove sono gli studi preliminari che consentano almeno qualche verosimile proiezione sul ritorno di tali iniziative? Dovè il rendiconto economico della manifestazione già svolta? E se quel ritorno non ci fosse, chi si muoverà per chiamare in causa gli spenditori di pubblico denaro, e con quale concreta possibilità di accollargli il rischio (non) calcolato dellimpresa? Ai comuni cittadini simpone un sempre più pesante fardello di regole da rispettare, di dimostrazioni da dare, di imposte da pagare, ma la pubblica amministrazione può tenersene esente, o meglio negoziare via via il come e il quando delle regole stesse; e talvolta addirittura il se. Come le precedenti amministrazioni, che hanno lasciato sussistere (restaurandolo, anzi) il molo nord di Bagnoli, nella segreta speranza di varare il porto turistico, e non hanno proceduto allapplicazione della legge relativamente al ripristino della morfologia naturale della costa, anche la rivoluzionaria gestione de Magistris finge di dimenticare una rimozione dovuta, per poterla riutilizzare un anno dopo, con levidente tolleranza di chi avrebbe dovuto vigilare affinché limpegno pubblicamente assunto fosse mantenuto. Quale Piano paesistico potrà mai essere preso sul serio, se in un contesto così vistosamente vincolato sono possibili simili sconci amministrativi? E come si permettono gli uffici preposti allapplicazione del Piano e delle sue regole, di sollevare obiezioni e disquisire in materia, con i privati, se la stessa amministrazione dalla quale dipendono si comporta in questo modo nelle proprie faccende? Per meno di tanto, anni fa la Soprintendenza vietò gli ormeggi galleggianti al largo Sermoneta. In una città nota per la perennità dei suoi interventi provvisori, la prossima variante (temporanea) di via Caracciolo minaccia di trasformarsi ormai in una sequenza di provvisorietà che sanciranno la sua definitiva trasformazione, e conseguentemente la perdita di libertà di movimento e di godimento da parte di migliaia di cittadini, la trasformazione delle strade a ridosso dellarea destinata a eventi in un immenso parcheggio (come quello serale sui marciapiedi di via Santa Lucia), lafflusso di venditori ambulanti di chincaglierie e oggetti contraffatti, giocolieri e noleggiatori di risciò. Avrei una proposta: assessore alla toponomastica, togliamoglielo quel nome; lammiraglio Francesco Caracciolo non centra nulla con il Lungomare Libberato, lasciamolo riposare in pace nella chiesa di Santa Maria della Catena, dovè sepolto per avere creduto alla parola di quello che stimava un gentiluomo.