Le indiscrezioni sul progetto scatenano un coro di no degli ambientalisti. Ma cè chi è favorevole al piano Il vicesindaco "La priorità è recuperate i 50 milioni che ci sono stati tolti" LE INDISCREZIONI sui possibili nuovi progetti per Bagnoli, oltre a creare malumori nella maggioranza, scuotono anche la giunta. «Per me la colmata va rimossa e tutti gli atti ufficiali dicono questo - afferma Tommaso Sodano nella duplice veste di vicesindaco e assessore allAmbiente - subito dopo le elezioni, comunque, ci sarà una riunione monotematica del consiglio comunale dove il sindaco, come già annunciato, porterà un piano strategico complessivo con proposte originali sul futuro di Bagnoli e per il rilancio dellarea». Secondo Sodano, la striscia di territorio che si allunga verso il mare, realizzata con materiali di risulta delle ex fabbriche, non è il nocciolo della questione. «Al momento - spiega - la priorità è recuperare i 50 milioni che ci sono stati sottratti per la bonifica, vicenda che ha determinato la revoca della gara già aggiudicata. Dobbiamo aprire la questione con il futuro governo per riottenere le risorse. Serve un accordo di programma anche perché è saltata anche lintesa con Piombino per lo smaltimento della colmata». La riconversione dellarea Bagnoli e il tanto sbandierato recupero ambientale, conti alla mano, restano una battaglia persa ancor prima di essere combattuta. Di progetti annunciati ce ne sono molti, ma mancano i soldi. E, poi da sempre, sulla colmata è scontro ideologico: per gli ambientalisti più decisi è un "mostro" da cancellare, per altri un "guaio" ereditato dal passato che va reso inoffensivo, magari con interventi meno drastici di una rimozione, ma che comunque tutelino lambiente. Dal secondo lato della barricata si schiera il professore Ugo Leone, direttore del Parco del Vesuvio e già docente di Politica dellambiente alla Federico II: «Andrei molto cauto nel rimuoverla. Se ne parla molto, ma nessuno in realtà sa di che cosa sia composta, che materiale ci sia dentro. Mi sembra poco saggio affrontare questa impresa se lunico trascurabile beneficio è la ricostruzione di una linea di costa il cui originario tracciato si perde nella notte dei tempi. Se la colmata è costituita da inerti e da materiali che non creano pericoli, la lascerei così comè. Se, invece, cè un pericolo concreto, sarei ancora più cauto. Perché in questo caso servirebbe un lavoro di cesello per evitare che, come in un tumore, cellule impazzite creino ancora maggiori danni». Della possibilità di salvare parte della colmata, invece, non ne vuole neanche sentir parlare Guido Donatone: «Sarebbe inspiegabile larretramento su posizioni che prevedono la parziale rimozione e la realizzazione del porto turistico a Nisida - afferma il presidente della sezione napoletana dellassociazione ambientalista - questo comporta la definitiva compromissione della riappropriazione della spiaggia di Bagnoli. Chiediamo limmediato intervento della Soprintendenza ai Beni architettonici e per il paesaggio. Va rispettata la normativa del Piano Regolatore vigente, che stabilisce lintegrale rimozione della colmata. Peraltro, nella recente relazione della commissione parlamentare dinchiesta sui rifiuti è stato ribadito che "non vi è margine di discrezionalità sullattuazione della rimozione della colmata"». Sulla vicenda interviene anche Giacomo Buonomo del Centro studi e coordinamento della partecipazione democratica: «È inaccettabile che dopo ventanni si dimentichi di garantire il diritto al mare dei napoletani». (a. dicost.)