Il patrimonio Spero che Palazzo Marino faccia buona pubblicità alloperazione per far capire alla gente che vale la pena sopportare i disagi Furio Sacchi, docente di archeologia classica dellUniversità Cattolica, quanto manca per arrivare a una piena valorizzazione del patrimonio archeologico? «La Milano antica è stata riscoperta solo negli ultimi dieci anni: a oggi è stato valorizzato circa il 60 per cento del patrimonio, ma cè ancora tanto da fare. Due settimane fa è partita la mappatura di tutte le aree archeologiche milanesi, censimento che dovrebbe concludersi entro il 2015, a cui lavoriamo insieme alla Statale, alla soprintendenza e al Museo archeologico, che ci permetterà di capire come metterle tutte a regime». Nel 2013 partiranno i lavori nellarea di corso Magenta. Quali dovrebbero essere, secondo lei, i passi successivi? «Il recupero completo dei resti del circo romano: dal cuore, intorno a via Brisa, si allungano fino a corso di Porta Ticinese. Al momento si trovano in parte allinterno di case private, in parte in piccole aree verdi del Comune che sono diventate piccole selve. E poi, sicuramente, cè da lavorare ancora su San Lorenzo. Cè ancora molto a cui lavorare e vale davvero la pena». Spesso i cittadini protestano, quando i lavori ostacolano la viabilità. «Lunico modo per evitarle è far sentire ai milanesi che quel patrimonio è loro. Spero che il Comune faccia una buona pubblicità, che renda la città partecipe passo dopo passo: solo così si riesce ad accettare un disagio. Quei resti sono davvero la nostra identità».