L'intervista Mannucci, Italia Nostra: "Le soprintendenze non dovevano approvare il piano" «UNO scempio, un progetto che non doveva assolutamente essere approvato né realizzato in un'area come quella del centro storico». Non usa troppi giri di parole Vanna Mannucci, di Italia Nostra, per attaccare la cupola di vetro del nuovo palazzo Benetton progettata dall'architetto Massimiliano Fuksas. Perché giudicate uno scempio quella elevazione in vetro? «È una costruzione che non ha nulla a che vedere né con il palazzo su cui è stata realizzata, né con l'ambiente circostante. Tra l'altro, quella cupola non è un elemento strutturale, ma un'aggiunta architettonica decorativa che non ha nulla a che vedere con il contesto circostante. Troppo spesso, ormai, si dimentica che ci troviamo in un centro storico tutelato dall'Unesco. E chi dovrebbe vigilare non lo fa». A chi si riferisce? «Le sovrintendenze comunali e statali sembrano strabiche, voltano sempre lo sguardo da qualche altra parte e finiscono per approvare progetti che stravolgono completamente l'assetto urbanistico, storico e architettonico delle aree tutelate. Ma il problema è anche a monte, ovvero nella mancanza di piani e norme che salvaguardino il centro storico». Il piano regolatore non classifica quell'area della città come zona totalmente vincolata e tutelata? «No, le modifiche fatte dall'ex giunta Veltroni al piano regolatore hanno eliminato l'ex zona A, ovvero quella che definiva il centro storico come area totalmente tutelata. Nessuno si preoccupa più dell'integrità di quel tessuto urbanistico e si sta prendendo una deriva pericolosa in cui l'interesse privato prevale su quello pubblico. Come dimostrano altri casi recenti, ad esempio il progetto del maxi-palazzo in via Giulia». ''