I tempi pre-elettorali premono sugli acceleratori e fanno uscire dal cilindro opere attesissime e finali. Marciapiedi nuovi di zecca, alberi nella aiule spartitraffico, prolunghe di ciclopedonali, mostre e anche musei. Con l'inaugurazione del Palazzo di San Sebastiano - restaurato e recuperato funzionalmente con un investimento di 5 milioni di euro - i musei cittadini diventano sette. L'appuntamento è per sabato 19 marzo, ore 17. Mantova tra dieci giorni avrà così il suo museo storico. Per la dottrina-Burchiellaro l'operazione San Sebastiano realizza due risultati. Il primo è quello del salvataggio del Palazzo della Pusterla, voluto corno residenza privata da Francesco II in vista delle scuderie e delle praterie del Te. Il secondo è rappresentato da un nuovo luogo espositivo dove la città narra se stessa, il suo essere stata, il suo divenire, in sette sezioni. Eccole in ordine di percorso con il prologo dedicato al mito originario di Virgilio che è rappresentato dalla scultura duecentesca del Poeta in Cattedra e dal suo cosiddetto Trono (opera che probabilmente è di età ottoniana): "La città e l'acqua", "Emblematica gentilizia", "La città del principe", "Il culto dell'antico", "La rinascita dell'antico, Mantova quasi Roma", "I Trionfi del Mantegna", "Esempi di pittura a Mantova tra Quattro e Cinquecento". La connessione tra conservazione-scoperta-esposizione nel Palazzo di San Sebastiano è dunque immediata e costante. Le stanze del marchese Francesco II (che qui morì nel 1519) e di conseguenza la strepitosa teoria delle imprese affrescate parleranno con i materiali esposti. Storia su storia. Palazzo di San Sebastiano non contenitore, ma monumento. Appunto per rispettare la convivenza tra questi due aspetti Roberto Soggia, della sovrin-tendenza ai beni artistici e storici - come spiega il direttore del Museo della Città Stefano Benetti - in qualità di consulente designato dal ministero ha progettato strutture idonee. I curatori delle sezioni sono Gian Maria Erbesato (che è anche conservatore della nuova istituzione), Giancarlo Malacarne, Arturo Cai-zona, Elena Maria Menotti, Leandro Ventura, Carlo Bertelli. L'antico, però, dialogherà anche con il moderno. Ad esempio, accanto ai due grandi saloni che insistono nello stesso volume della galleria voluta dal marchese per esporre i Trionfi di Cesare di Andrea Mantegna, sarà attivato il centro multimediale. Di grande suggestione la loggia, che in origine guardava i giardini del principe e ora ospita la parata dei dodici apostoli e del Redentore che un tempo custodivano il ponte dei Mulini. Loggia sorprendente per proporzioni ed eleganza che non va minacciata nemmeno dall'idea di chiuderla con vetrate. Per il 19 sarà pronto anche un volume snello e completo sul Palazzo e sul Museo.