La mostra "Da Boldini a De Pisis" con le collezioni sfrattate dalla loro sede per colpa del terremoto FIRENZE Un bel gesto e una bella mostra. Scatta la solidarietà culturale e le opere delle collezione ferraresi, orfani della loro casa, dopo il sisma del maggio scorso, trovano temporanea ospitalità nei musei fiorentini. Così da oggi per tre mesi fino al 19 maggio si può ammirare fra la Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti e le sale di Villa Bardini in Costa San Giorgio un percorso di 51 pezzi pregiati provenienti da Palazzo Massari di Ferrara, sede delle collezioni dell'Ottocento e del Museo d'Arte Moderna e Contemporanea raccolto nel binomio "Da Boldini a De Pisis". «Non volevamo che le opere, dopo il temporaneo pasaggio al Palazzo dei Diamanti, tornassero al buio nei depositi dicono i responsabili ferraresi abbiamo chiesto aiuto e accoglienza alla Soprintendenza museale di Firenze e l'abbiamo ottenuta». Un bel regalo per gli appassionati d'arte, e non solo, che potranno cogliere altre dense, in parte inedite, sfumature di quel passaggio dalla classicità alla modernità che taglia l'Ottocento e il Novecento pittorico italiano con innumerevoli traiettorie e frastagliate tendenze e che trova nei due artisti del titolo (entrambi natii di Ferrara) due figure di primo piano, non foss'altro per il respiro europeo che caraterizza il loro itinerario espressivo. A Villa Bardini 26 opere documentano le collezioni ferraresi prendendo avvio dal Romanticismo storico di Gaetano Turchi, Massimiliano Lodi, Girolamo Domenichini e Giovanni Pagliarini, seguito dagli autoritratti dei principali artisti locali (da Giuseppe allo stesso Boldini) per giungere al simbolismo di Gaetano Previati, riassunto nal suo capolavoro, quel "Paolo e Francesca" del 1909, tratto dall'omonimo canto dantesco. In Palazzo Pitti trovano spazio 35 opere, tra dipinti e sculture, dall'evocazione letteraria di Giovanni Muzzioli alle allegorie malinconiche di Angelo Conti e Arrigo Minerbi più un tris boldiniano, intrigante per il sapore diverso rispetto al repertorio consueto del ritratto parigino, rappresentato da due nature e un paesaggio veneziano dalle rarefatte scansioni geomeriche di gusto orietaleggiante. Nella carrellata spiccano due opere di Achille Funi ("Il ritratto della sorella" e "Il foro romano"), il sorprendente "Bove" immortalato nella sua interezza ieratica da Carlo Carrà, lo studio per un mosaico del Palazzo di Giustizia di Milano elaborato da Mario Sironi, il ponte di Charing-Cross a Londra schizzato da Alberto Pisa. Infine Filippo De Pisis che racconta la sua personale visione attraverso nature morte, ritratti, vedute parigine e fiori dipinti con coinvolgente e sintetica dissonanza. La mostra, curata da Maria Luisa Pacelli, Barbara Guidi e Chiara Vorrasi, è sostenutata dalla fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Catalogo Ferrara Arte, chiuso lunedì, info 055 294883 e www.daboldiniadepisis.it
Firenze accoglie i capolavori di Ferrara
La mostra "Da Boldini a De Pisis" si tiene a Firenze fino al 19 maggio. Le opere provenienti dalle collezioni ferraresi, orfane del terremoto, trovano ospitalità nei musei fiorentini. La mostra raccoglie 51 pezzi, tra dipinti e sculture, provenienti da Palazzo Massari di Ferrara. Le opere documentano le collezioni ferraresi, che includono opere di Gaetano Turchi, Massimiliano Lodi, Girolamo Domenichini e Giovanni Pagliarini, fino a Gaetano Previati e Filippo De Pisis. La mostra è curata da Maria Luisa Pacelli, Barbara Guidi e Chiara Vorrasi e è sostenuta dalla fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze.
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