Turismo, pedonalizzazione: turn-over accelerato fra i negozi, ma anche bandoni chiusi per anni Il sintomo più evidente sono i bandoni chiusi all'angolo con via Ricasoli, lì dove Torrini vendeva i suoi gioielli. Quasi quattrocento metri quadri su più piani che andranno all'asta a marzo, con la gioielleria Torrini cui resta il prestigiossimo marchio e il piccolo laboratorio di 25 metri quadri dove il nonno di Franco Torrini si trasferì tre generazioni fa. Ma la rivoluzione del commercio in tempi di crisi (e pedonalizzazione) non risparmia neppure la zona del Duomo. Accanto alla Misericordia c'è una sfilata di negozi chiusi, in via Martelli Raspini ha gettato la spugna, in via del Proconsolo spicca anche un cartello «cedesi attività» in un negozio a due passi dalla sede della Regione, accanto ad un negozio e alla filiale Bacna Toscana chiusi. Una rivoluzione così veloce che appena sabato scorso in piazza Duomo ha aperto, al posto di un negozio di scarpe, mr Pizza. La mappa delle saracinesche tirate giù non può che iniziare con i Torrini, il cui marchio è registrato dal lontanissimo 1369. I circa 400 metri quadri con vista sulla Cupola sono stati messi all'asta per 3,2 milioni di euro. Nessuna indiscrezione su chi vorrà partecipare, ma le vetrine potrebbero ospitare un'attività di ristorazione o un marchio legato all'alimentare, sull'esempio di Lindt che ha aperto pochi metri più in là nel dicembre 2010. Lindt ha rilevato uno dei due «sporti» di Apostolato Liturgico il negozio di arredi sacri che è in piazza Duomo dalla fine degli anni '50. «Ci siamo ristrette qui spiegano le sorelle della famiglia Paolina che da sempre lo gestiscono Ma anche così abbiamo difficoltà, resistiamo perchè per noi educare alla bellezza e fare pastorale del turista è una missione. Ci sono sempre meno italiani, i bus non arrivano, i taxi neppure, i corrieri hanno difficoltà a consegnare: ogni giorno ci sono chiusure di negozi. E di notte questa piazza è incustodita». Poco più il là «resiste» il negozio di scarpe Monti all'angolo con via de' Servi, che ha conservato le vecchie insegne. «Il negozio aprì negli anni '50 e dopo la nuova illuminazione le cose vanno un po' meglio spiegano le commesse Certo ormai aprono solo attività legate al mangiare, per il turismo che è sempre più di corsa». Anche per l'edicolante all'angolo con con via Martelli è dura: «Io sono qui dagli anni '80, l'edicola da 130 anni, ma con la pedonalizizzazione abbiamo perso il 60 del movimento dice Fabrizio Bigoni In più, con la crisi, fiorentini e turisti comprano sempre meno». Al posto di Raspini dovrebbe arrivare, dopo l'estate, Prada e il turn over nella zona è così rapido che oltre alla pizzeria apparsa nel week end, al posto di Carnicelli è arrivata prima una gelateria ed ora un negozio di pelletteria. Gli effetti della desertificazione degli esercizi tradizionali sono ancora più evidenti dall'altro lato della piazza. Accanto alla sede della Misericordia, le vetrine dell'ex negozio di dischi Lira, riciclatosi in negozio di cd e materiale fotografico e infine chiuso. All'angolo con via dello Studio da tempo ci sono i locali chiusi che ospitavano i dipendenti dell'Opera del Duomo, con il grigio della polvere che ricopre grate e vetri, e poi al numero 13 c'è la vetrina chiusa di negozio di scarpe, seguito dalla vecchio negozio di «targhe e timbri» al 52 rosso il cui titolare è deceduto ed i cui eredi hanno lasciato l'attività. Pochi passi e all'11 i sacchi della nettezza nascondono l'insegna della gioielleria Casini che ha cessato l'attività un mese fa, mentre al posto degli arredi sacri Arsa dalla scorsa estate è attiva una enoteca. In totale in piazza Duomo, solo nel tratto via Calzaioli e via del Proconsolo, sono cinque le attività che non esistono più, e con il buio quel tratto di piazza mette ancora più tristezza, con i suoi «occhi bui» tra le altre vetrine accese. Presto però qualcosa potrebbe cambiare. I fondi accanto alla Misericordia e quello dei «targhe e timbri» sono dell'Opera del Duomo che li ha riaffittati: al 52 rosso aprirà un'attività alimentare (l'ennesima), vicino a via dello Studio una banca.
Firenze. Le porte girevoli del commercio, al Duomo
In piazza Duomo a Firenze, la pedonalizzazione e la crisi economica hanno portato a una serie di chiusure di negozi. I bandoni chiusi all'angolo con via Ricasoli, dove vendeva i suoi gioielli Franco Torrini, sono stati messi all'asta per 3,2 milioni di euro. Altri negozi chiusi includono quelli di scarpe Monti, di arredi sacri Apostolato Liturgico e di dischi Lira. La zona del Duomo è stata colpita duramente dalla desertificazione degli esercizi tradizionali, con solo alcune attività legate al mangiare che sono rimaste aperte. Le commesse dei negozi chiusi lamentano la perdita del movimento e la difficoltà a sopravvivere.
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