Una ruota da carro in ferro vecchia di oltre 2500 anni, una quinta scenografica multimediale per la celebre testa bronzea di Apollo e un focus dedicato al culto dell'eroe Eracle a Fratte. Queste alcune delle novità offerte dal Museo Archeologico Provinciale di Salerno, che ha riaperto i battenti ieri dopo una chiusura di oltre tre anni. Taglio del nastro alla presenza del presidente della Provincia Antonio Iannone e del suo predecessore Edmondo Cirielli per una struttura interessata da lavori che sono serviti non soltanto a risolvere gli ormai cronici problemi strutturali - tipo quel singolare cigolio del pavimento ligneo del secondo piano capace di provocare più di un brivido - ma anche ad offrire un allestimento moderno, rinnovato tanto nelle soluzioni espositive che in quelle didattiche, potenziato grazie alle nuove metodologie della comunicazione museale. Il tutto senza alcuno stravolgimento architettonico, nel massimo rispetto dell'impianto ideato negli anni '50 da Ezio De Felice. L'operazione di restyling si intuisce già dal giardino, il lapidarium, con statue, rilievi figurati e basi onorarie di età romana. Un percorso cronologico e topografico segna il piano terra, tra reperti provenienti da scavi effettuati sull'intero territorio provinciale. Al sito etrusco sannitico di Fratte è riservato il primo piano, con vasi e reperti provenienti dalle necropoli. Dulcis in fundo la nuova sala della testa di Apollo, il simbolo dei musei provinciali salernitani, arricchito da una suggestiva installazione audiovisiva. L'unica nota stonata il soffitto del secondo piano, un tocco di policromia forse un tantino eccentrico.