Da qualche parte, tra le sabbie d'Arabia, sorge maestosa la copia perfetta de La Rotonda, forse la più celebre villa di Andrea Palladio. L'ha voluta riprodurre uno sceicco o comunque un riccone petrolifero dopo averne visitato l'originale. Per aprire il cantiere, un suo architetto si è procurato un libro che conteneva tra gli altri il progetto dell'edificio arricchito dalle misurazioni al centimetro fatte sul campo da Ottavio Bertotti Scamozzi in pieno Settecento. Il volume è una delle prestigiose edizioni della Dedalo, specialista nella riproduzione di antichi, rari e perciò preziosi testi di architettura. Giovanni Narici, 83 anni, rimasto il solo titolare della casa editrice dopo la recentissima scomparsa della moglie Fabrizia Morandi, cita l'aneddoto con un orgoglio pieno - se possibile - di modestia: spinto da una passione culturale non intaccata da spirito affarista, delinea in basso profilo il senso di una missione di alta qualità. Riproducendo in modo impeccabile antichi testi sull'arte del costruire la Dedalo non fa che trasmettere facilmente (e con spesa limitata) l'esperienza diretta di saperi del passato quasi sempre racchiusa in biblioteca o in archivi spesso inaccessibili. Delle opere del Palladio, ad esempio, sono stati pubblicati quattro tomi riguardanti il teatro e la basilica vicentini, le ville, le chiese di Venezia e infine gli studi sulle Terme romane. Non si tratta di best seller editoriali: la tiratura è ridotta quanto tuttavia ricercata dagli studiosi di tutt'Europa. Altre edizioni di successo, all'interno di una nicchia di appassionati, si rifanno ad autori come il Vignola (La regola dei cinque ordini- Le due regole della prospettiva pratica), Vitruvio (De Architectura, nella versione settecentesca del Galiani), Leon Battista Alberti (Architettura, pittura, scultura; tradotto dal Bartoli nel 1782). «Mille anni fa - racconta l'architetto Narici avvolto in una lucida malinconia - da studente incontrai Fabrizia poiché gestiva una libreria specializzata in architettura. Si avviò un sodalizio che divenne anche imprenditoriale: la libreria di via Rossini divenne col tempo un vero centro di servizi dove ci si poteva abbonare ad ogni pubblicazione internazionale del settore, dove si incontravano grandi progettisti di passaggio per Roma, dove si scambiavano idee. Negli anni Ottanta fu sviluppata l'attività editrice: cominciammo con la riproduzione di antichi testi che avevamo raccolto in varie città europee. Ora la tecnologia rende tutto semplice: basta uno scanner e una buona tipografia per riprodurre un tomo seicentesco». Chissà che un «antico» libro della Dedalo non capiti in mano a qualche oligarca russo. Ci potremmo trovare in piena steppa un bel villone con scala centrale, timpano e quattro colonne all'entrata: proprio come Villa Vancimuglio, «lontana da Vicenza cinque miglia». Immaginiamo che effetto nei paraggi di Buzuluk.