Ha riaperto ieri al pubblico, dopo il restauro, la Cappella Rucellai a Firenze, scrigno che custodisce il Tempietto del Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti. L'iscrizione attesta la conclusione nel 1467, ma sono molte le interpretazioni. In occasione della riapertura è uscito un volume «Comunicare con Leon Battista Alberti» (a cura di Vincenzo Vaccaro) edito da Polistampa. Sull'opera è uscito anche un volume di Anke Naujokat, «Non est hic: Leon Battista Albertis Tempietto in der Cappella Rucellai».
Riaperta la Cappella Rucellai a Firenze
Ha riaperto ieri al pubblico, dopo il restauro, la Cappella Rucellai a Firenze, scrigno che custodisce il Tempietto del Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti. L'iscrizione attesta la conclusione nel 1467, ma sono molte le interpretazioni. In occasione della riapertura è uscito un volume Comunicare con Leon Battista Alberti (a cura di Vincenzo Vaccaro) edito da Polistampa. Sull'opera è uscito anche un volume di Anke Naujokat, Non est hic: Leon Battista Albertis Tempietto in der Cappella Rucellai.
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