Mentre Roma sta costruendo ben due nuovi musei d'arte moderna (il Macro) e contemporanea (il Maxxi), Milano, in deprimente controtendenza rispetto a tutte le più importanti città del mondo, anziché scommettere sui nuovi musei, li taglia. Azzera i fondi destinati alla Città delle culture dell'ex Ansaldo, forse il più affascinante tra i numerosi progetti concepiti nei sette anni dell'assessorato Carrubba. Azzera i fondi per il Museo d'arte contemporanea alla Bovisa. E sembra "nascondere" i 25 milioni già stanziati per il Museo del Novecento all'Arengario: denari che secondo Carrubbasono pronti per essere spesi ma secondo altri sono rimasti dispersi nelle acrobatiche partite di giro degli ultimi giorni, cui non è chiaro se il neo assessore Zecchi abbia assistito con sguardo complice, perplesso o disincantato. IL DEFICIT del bilancio municipale spiega ma non giustifica scelte tanto miopi. Se Carrubba aveva immaginato, e la giunta comunale assecondato, e la città in grande maggioranza condiviso, la progettazione dei tre musei (affidata dopo regolari concorsi internazionali) è perché di essi c'era (c'è) assoluto bisogno. All'ex Ansaldo, molto più di un semplice museo tra l'altro, una fabbrica del dialogo e un teatro di incontri aperto alla nuova dimensione multietnica della città, avrebbero dovuto trovare spazio le preziose collezioni extraeuropee (Cina, Giappone, Africa, Americhe) oggi nascoste nei depositi del Castello, oltre alle collezioni archeologiche e al Centro studi arti visive. Bovisa Contemporary, il coraggioso e controverso progetto pensato per gli exgasometri Aem, nasce, in un vecchio e glorioso quartiere operaio già rilanciato dall'insediamento universitario, come risposta alla mancanza di uno spazio espositivo per l'arte contemporanea. Quanto all'Arengario, per la prima volta nella sua storia Milano, crocevia delle più importanti avanguardie del '900 dal Futurismo di Marinetti, che dalla sua casa in via Senato lanciò la sua «sfida al chiaro di luna specchiato nel Naviglio», allo Spazialismo di Lucio Fontana, nato nello studio di corso Monforte riuscirebbe a dotarsi di uno spazio dove esporre le sue ricchissime raccolte civiche, dade-cenni costrette apellegrinare da una sede inadatta all'altra (oggi solo una piccola parte è visibile, nei sotterranei del Castello). Dal Centre Pompidou di Parigi al Guggenheim di Bilbao alla Tate Modern di Londra, i nuovi, spettacolari musei d'arte moderna e contemporanea rinnovano l'immagine storica delle città e producono cultura, turismo, reddito. Solo Milano sembra non accorgersene.
Una città senza memoria
La città di Milano sta costruendo due nuovi musei d'arte moderna e contemporanea, il Macro e il Maxxi, ma anziché sostenere altri progetti simili, come il Museo d'arte contemporanea alla Bovisa e il Museo del Novecento all'Arengario, sta tagliando i fondi. Il neo assessore Zecchi sembra aver "nascondo" i 25 milioni di euro destinati al Museo del Novecento, e il deficit del bilancio municipale spiega le scelte miopi. I tre musei progettati da Carrubba erano necessari per la città, che avrebbe dovuto ospitare collezioni extraeuropee e archeologiche.
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