LA STORIA I passanti sono numerosi: forse la guardano, probabilmente non sanno. A Corso Vittorio, davanti alla Chiesa Nuova (quella di San Filippo Neri e con uno splendido Rubens: in realtà, si chiama Santa Maria in Vallicella), una bizzarra fontana si mostra: sopra, ha quasi cappellino. E' l'unica coperta in tutta Roma, che secondo alcuni ne vanta oltre duemila; e ha alle spalle una storia curiosa. Perché spesso le fontane non soltanto gorgogliano, ma parlano: raccontano le vicende dei tempi e della città. La fontana di Chiesa Nuova non è solo coperta, ma perfino nomade. La costruisce un grande architetto, Giacomo Della Porta, che conclude per Michelangelo i lavori del Campidoglio e della Cupola di San Pietro, e per il Vignola la facciata della chiesa del Gesù. Gregorio XIII Boncompagni e Sisto V Peretti intendevano diffondere in città la distribuzione dell'Acqua Vergine, e nelle case, i rubinetti non c'erano ancora. In 20 anni, l'architetto ne progetta una dozzina: anche le due laterali a piazza Navona, che fanno compagnia a quella dei Fiumi di Bernini; quelle delle Tartarughe, delle Piazze Madonna del Monte e Campitelli; quella di Marforio, sul Campidoglio. TRAVERSIE Alla Chiesa Nuova, c'è la «Terrina». Ma nel 1581 era stata pensata per Campo dei Fiori, ed era scoperta. Lì, c'era il mercato: era sorto in Campidoglio, e trasferito nel 1477 a Piazza Navona, che poi aveva lasciato. Campo dei Fiori nel Quattrocento era ancora un prato fiorito dove il bestiame pascolava: lastricato da Eugenio IV Condulmer attorno al 1440. Qui, i fruttaroli tenevano freschi i prodotti nella «Terrina», che non era ancora tale. Ma nel 1622, per motivi di evidente salubrità, Gregorio XV Ludovisi cancella quel frigorifero ante-litteram: fa sigillare la fontana, con il coperchio di travertino che ancora possiede. Va avanti così finché restano i papi. Nel 1889, quando la città è divenuta capitale d'Italia, la «Terrina» finisce in magazzino: cede il suo posto al monumento a Giordano Bruno (creato due anni prima da Ettore Ferrari), sul luogo dove nel 1600 fu arso vivo; per Leone XIII Pecci, era un simbolo «della lotta ad altranza contro la religione cattolica». A lungo la fontana è quasi dimenticata: appena nel 1924 sarà collocata dove si trova. E al suo posto, a Campo dei Fiori, nello stesso anno spunta una sua quasi gemella. Però, scoperta. MOTTO Ora, la «Terrina» è come incassata nel terreno, a causa del basso livello dell'acqua; alla base del grande pomo del suo coperchio ha un edificante motto, alquanto singolare: «Ama Dio e non fallire, fa del bene e lassa dire»; la data del 1622 lo fa riferire al pontefice che la coprì. Il gesuita Gregorio XV, in poco più che due anni di regno, erige la chiesa del Gesù; distribuisce 64 mila scudi in carità; promuove il cardinal nipote Ludovico, che fonda così la collezione e la ricchezza del casato; istituisce Propaganda Fide; rinnova il cerimoniale per eleggere i successori, con l'intento di escludere le potenze internazionali dal grande gioco. E protegge la fontana. Da cui sono ormai spariti i quattro delfini, «avanzati» da quella delle Tartarughe. La tazza ovale si raggiunge con due rampe di quattro scalini. Così come è ora, se ne è un po' persa la fisionomia: varie tra le ideazioni di Della Porta (spesso realizzate dai suoi allievi) si basano su una vasca, sovrastata da un bacile su un sostegno a boccia e con uno zampillo. La copertura ne ha stravolto i connotati. Che si vedono invece in quella delle Tartarughe a piazza Mattei (sculture di Tommaso Landini del 1581; ma gli animali sono forse il frutto di un restauro di Bernini) e altrove. Curiosità: le tartarughe sono state più volte rubate, ma sempre ritrovate; tranne l'unica, portata via nel 1981: i tre originali furono trasportati ai Musei Capitolini, e sostituiti con quattro copie. Ma la «Terrina» è lì: a raccontarci le infinite traversie di una città. Fabio Isman
ROMA - Il mistero della fontana con il cappello sfrattata per colpa di Giordano Bruno
La fontana della Chiesa Nuova a Roma è coperta e ha una storia curiosa. Fu progettata da Giacomo Della Porta, che lavorò per Michelangelo e il Vignola, e fu costruita per distribuire l'acqua Vergine nelle case di Roma. La fontana era originariamente destinata a Campo dei Fiori, ma fu trasferita a Chiesa Nuova nel 1581. Nel 1622, Gregorio XV cancellò il mercato di Campo dei Fiori e sigillò la fontana, facendone una coperta. La Terrina, la vasca sottostante, fu mantenuta aperta fino al 1889, quando fu chiusa e messa in magazzino.
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