Da uno scavo della Soprintendenza spunta una capanna ADRIA Un settore dell'abitato dell'età del bronzo risalente a un periodo compreso tra il 14e il 12 secolo avanti Cristo, con una capanna costruita in terra e legno adibita ad attività di produzione artigianale. Uno spaccato di Adria antica che potrebbe rappresentare l'anello mancante della catena commerciale che dalle coste dell'Adriatico attraverso il Po di allora coinvolgeva in un sistema di scambio di merci, l'entroterra degli abitati del bronzo delle Grandi Valli Veronesi e del Medio e Alto Polesine. E' questa la scoperta delle ultime indagini archeologiche realizzate dalla Soprintendenza dei Beni Archeologici del Veneto ad Adria, a seguito di prospezioni preventive effettuate durante la realizzazione di un metanodotto. Ad illustrare i risultati, la direttrice del Museo archeologico nazionale di Adria, Giovanna Gambacurta. «A partire dall'800 si conosceva la possibile esistenza di un'Adria precedente al VI secolo avanti Cristo grazie a pochissimi frammenti ceramici della "Collezione Bocchi", risalenti al periodo del bronzo recente. In seguito ad indagini condotte durante i lavori Snam, in un'area alle propaggini nord- orientali della città, confinante con Ca' Cima, zona di necropoli etrusche, una perforazione profonda ha individuato l'abitato relativo ai frammenti Bocchi. Qui le esplorazioni hanno accertato la presenza, sotto una stratificazione archeologica di oltre due metri, di un insediamento di considerevole importanza, di almeno due ettari di ampiezza». Una scoperta eccezionale, il più antico insediamento rinvenuto finora. Spiega ancora la direttrice: «Uno scavo su una superfice di 70 metriquadrati ha permesso di ricostruire il perimetro di una capanna e fornire dati cronologici precisi riguardo parte dell'insediamento. Nell'area sono emersi reperti significativi come ceramiche prodotte ed utilizzate nell'abitato, materiali in metallo, osso corno e delle fusaiole per la filatura-tessitura. L'abitato sorto in una zona umida con caratteristiche palafitticole, nel tempo si è interrato per cambiamenti climatico- ambientali. Sono in corso analisi per la datazione al carbonio 14 e dei sedimenti per la ricostruzione dell'ambiente del periodo». Conclude Gambacurta:«La scoperta, pone Adria come l'insediamento più orientale e vicino alla costa in quel periodo e può giustificare come negli abitati del veronese e da Frattesina di Fratta Polesine ad occidente, siano stati rinvenuti numerosi frammenti di ceramica micenea provenienti dall'Adriatico meridionale. Lo scavo può ricollegare Adria al commercio dell'ambra e delle produzioni del Mediterraneo orientale».