Savona. Una nuova accelerata sull'attuazione del Puc, ed ecco che la giunta Berruti sfodera un'altra "frontiera edificatoria": quella dell'ex hotel Miramare, a levante del complesso del San Giacomo, dove il piano urbanistico prevede la realizzazione di - almeno -una cinquantina di alloggi di pregio. Che la trattativa con costruttori privati sia in corso non è stato ancora dato annuncio ufficiale, ma nelle scorse settimane si sono svolti diversi incontri tra l'assessore all'Urbanistica Livio Di Tullio e rappresentanti della sezione savonese dell'Associazione nazionale costruttori edili (Unione industriali). Sembra che le imprese private siano assolutamente allettate dalla possibilità di investire in quel promontorio rialzato sul lato di levante della città (nella parte bassa della Villetta) e a picco sul mare. Ma il rovescio della medaglia sono i pesanti oneri di urbanizzazione che verranno chiesti, visto che il distretto di trasformazione prevede anche il recupero del monumentale ex convento San Giacomo. La manovra politica per dirigere l'operazione immobiliare è stata quella di delegare - lo ha fatto proprio qualche giorno fa il sindaco Federico Berruti - il consigliere comunale di Api-Udc Giampiero Aschiero (architetto e "ufficiale di collegamento" tra il consiglio comunale savonese e la Soprintendenza) al coordinamento della riqualificazione dell'intera area. Il distretto di trasformazione comprende il complesso secolare del San Giacomo, l'ex hotel Miramare (e il retrostante edificio ex Enaip) il porticciolo turistico con la palazzina situata accanto alle gru, i volumi ex funivie, la mastodontica carbonaia, le caserme della finanza e altre caserme dismesse, oltre a un'area di verde pubblico e alla Sms Rebagliati. «In tutta quest'area il Puc prevede volumi residenziali solo per i due edifici dell'ex Miramare e dell'ex Enaip: il primo, in stile liberty, attualmente diroccato e quello retrostante, in buono stato - dice il consigliere delegato Giampiero Aschiero - Per tutti gli altri attuali fabbricati si prevede la riqualificazione in strutture ricettive, turistiche, produttive, commerciali e di servizi. Dico questo per evitare che qualcuno pensi che la riconversione si tradurrà un una mera speculazione edilizia». Vediamoli i dettagli della progettazione dell'area: la palazzina sul mare accanto alle gru potrebbe diventare un locale-ristorante, con sale per incontri ed esposizioni ai piani superiori. Per la carbonaia si prevede la sua trasformazione in un avveniristico centro museale e sala proiezioni sul tema del mare, della marineria e della fauna subacquea. Sempre nella parte sul mare si creerà una foresteria - nella struttura delle funivie - mentre, come detto, i due edifici dell'ex Miramare e dell'ex Enaip (di proprietà della Provincia e in fase di alienazione) saranno trasformati in residenze, collegate al mare da un ascensore. Il complesso del San Giacomo sarà rimesso in sesto - con la progettazione affidata ad un ex soprintendente, l'architetto Giorgio Rossini - per diventare un centro congressi, e sul fronte della collina a picco sul mare si creerà una passeggiata a mare a sbalzo, dal ponte del San Giacomo fino all'ex Miramare. Tutto meraviglioso. Ma con quali soldi? Da parte pubblica dovrebbero arrivare finanziamenti europei, contributi dagli enti locali e dall'Università, e soprattutto una quota del 5 per mille destinato alla Soprintendenza. Da parte privata, come accennato, saranno chiesti diversi milioni di euro ai privati che intendono mettere le mani sui futuri alloggi extra lusso sul mare. Quanti milioni? Difficile dirlo, ma l'equazione è la seguente: più denaro verrà chiesto ai costruttori, più questi premeranno per avere un aumento volumetrico sui metri cubi residenziali, per garantirsi un utile dall'operazione. Aumento che sarà possibile solo attraverso una variante al piano urbanistico, che attualmente prevede i volumi esistenti e niente di più. «Non posso escludere, in questo momento, il rischio di un aumento volumetrico per la parte residenziale della riqualificazione - dice il consigliere Aschiero - Vedremo qual è il punto di incontro tra richieste di oneri da parte del Comune e richieste di volumi da parte dei privati». L'Urbanistica a Savona sta in pratica dettando l'agenda dello scontro politico tra i partiti in città. Proprio ieri sono stati svelati i piani di sviluppo residenziale e commerciale sul fronte mare di ponente, da Zinola alle Fornaci. E sul punto interviene la consigliera comunale di Verdi-Noi per Savona, Daniela Pongiglione. «L'assessore Di Tullio ha detto di aver inserito nella variante al Puc prescrizioni in materia di risparmio energetico e di edilizia destinata al sociale che permetterebbero di svincolare i costruttori dalla riduzione del 20 per cento dei volumi - dice Pongiglione - In realtà queste prescrizioni sono già indicazioni di legge, obbligatorie per le nuove costruzioni. Il che significa che gran parte degli abbattimenti del 20 per cento tanto sbandierati sono solo fumo negli occhi, e non saranno realizzati
SAVONA - Nuove case all'ex Miramare
La giunta Berruti di Savona ha annunciato un nuovo piano urbanistico per la riqualificazione dell'area del San Giacomo, che prevede la realizzazione di almeno 50 alloggi di lusso e la trasformazione di altri edifici in strutture ricettive, turistiche e commerciali. La trattativa con costruttori privati è in corso, ma il piano prevede anche l'abbattimento di almeno 20 edifici per far posto ai nuovi volumi. Il piano è stato delegato al consigliere comunale Giampiero Aschiero, che ha detto che il rovescio della medaglia sono i pesanti oneri di urbanizzazione che verranno chiesti.
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