Fotografie e argenti, busti in bronzo e dipinti di regnanti. Ceramiche e porcellane, bicchieri e portasigarette. Il 22 aprile prossimo a Londra, nella sede di King Street della famosa casa d'aste Christie's, andrà in vendita un pezzo di storia della famiglia Savoia. La principessa Maria Beatrice, detta Titti, turbolenta quartogenita di re Umberto II e della regina Maria José, ha infatti deciso di disfarsi di un bel po' di ricordi dell'ex casa regnante italiana. I cimeli che andranno all' asta il mese prossimo nella capitale britannica fanno parte della raccolta d'arte privata della principessa e finora sono rimasti custoditi nella sua villa di Cuernavaca che ora Maria Beatrice di Savoia ha deciso di vendere. Nella splendida villa messicana aveva a suo tempo dimorato anche la madre Maria José e sempre nelle sue stanze era stato trovato strangolato il marito di Titti, Luis Reyna Corvalan. Secondo le stime della prestigiosa e celebre casa d'aste londinese il ricavato della vendita potrebbe aggirarsi tra le 300 e le 500mila sterline, vale a dire tra i 430 e i 720mila euro. Una cifra di tutto rispetto, del resto tra i pezzi messi all'asta figurano delle vere e proprie meraviglie, molte delle quali si trovavano originariamente nel castello di Racconigi, in Piemonte e da lì furono poi trasferite a Villa Italia, ai tempi dell'esilio portoghese di Umberto II. Tra i pezzi più importanti c'è un disegno a penna ed inchiostro, del 1770, che raffigura in tutta la loro magnificenza i giardini e i cortili del castello di Stupinigi, in grado di accogliere fino a trecento cavalli. Un altro pregiato lotto è composto da alcuni ritratti di famiglia, tra i quali spiccano quelli di Margherita di Savoia, duchessa di Mantova, ritratta bambina, all'età di sei anni, vestita con un abitino tutto ricamato di perle, e di Maria José, in un dipinto a firma di Vittorio Matteo Corcos, eseguito nel 1931 in occasione delle nozze fra la bionda principessa belga e Umberto, all'epoca principe ereditario. Il pubblico presente all'asta potrà inoltre ammirare anche una selezione di suppellettili da tavola. Bicchieri di finissimo cristallo, tazzine di porcellana di manifattura ricercata, tutte impreziosite dallo stemma reale di Casa Savoia. A questa parte della raccolta appartiene anche una serie di famose porcellane Meissen, nei loro classici colori, il bianco e il blu. Alcuni pezzi, datati 1900, vengono stimati dalle 300 fino alle 4mila sterline. Tra le 4mila e 6mila sterline sembra invece possa valere un servizio di dodici piatti in argento, del parigino Mark Biennais, del 1794. E tra i pezzi che racchiudono parte della memoria dei Reali italiani vi sono anche oggetti di uso comune, semplici effetti personali. Come un portasigarette smaltato con una placca centrale che raffigura il castello di Racconigi, appartenuto a re Vittorio Emanuele II, che risulta essere tra gli oggetti più accessibili, essendo la sua stima tra le 300 e le 500 sterline. Ma forse, il pezzo più curioso, soprattutto per gli amanti della storia italiana, è una penna con la sua scatola originale. Che cos' ha di tanto particolare quest'oggetto? È la penna con la quale venne firmato l'armistizio italo-austriaco a Villa Giusti il 4 novembre del 1918. Ricorda una data importante, ma per Christie's non vale poi tanto. Soltanto 200, al massimo 300 sterline. Può sembrare strano che una principessa di casa Savoia voglia disfarsi dei cimeli della propria famiglia. Ma vanno tenuti presenti il carattere e le vicende di «Titti», la più giovane e inquieta dei quattro figli di Umberto e Maria José. Nata il 2 febbraio. 1943, aveva solo tre anni quando la famiglia reale lasciò l'Italia dopo il referendum del '46. L'esilio e la separazione fra i genitori la segnarono profondamente. A lei e alle sorelle non era vietato l'ingresso in Italia e i rotocalchi degli anni Sessanta incominciarono presto a registrare gli amori e le follie di Maria Beatrice: la clamorosa storia con l'attore-fusto Maurizio Arena, la troppa confidenza con l'alcol e i tranquillanti. Sembrò essersi rasserenata dopo il matrimonio con Luis Reyna e la nascita dei due figli Azea e Raffaello. Ma la sorte non aveva ancora saldato il conto con lei. Il marito fu ucciso in una torbida vicenda di omosessualità, il figlio Raffaello morì suicida. Ce n'è abbastanza per volersi buttare tutto alle spalle, anche le preziose memorie di una famiglia che ha pagato cara la corona d'Italia. E dopotutto, non è la prima volta che la storia va all'asta.