SABBIONETA La cultura come fattore di sviluppo delle implicazioni sociali ed economiche del territorio è stata al centro dell'importante seminario di livello nazionale che si è svolto sabato scorso in sala consiliare sotto l'egida dell'assessorato al Turismo e del sindaco Antonio Beccari. «Il 'Belpaese' tanta sto ria, pochi soldi: come e perché finanziare la cultura?'» il tema del seminario cui hanno contribuito sociologi, economisti, esperti di comunicazione, critici letterali e storici dell'arte. Curatore e moderatore della giornata è stato Massimiliano Finazzer Flory: «Gli esperti hanno manifestato spiega Flory l'insufficienza degli incentivi fiscali per i contributi alla cultura dati dalle persone fisiche; l'assenza dì una campagna istituzionale per la promozione della cultura; l'inadeguatezza della formazione degli operatori, in particolare nel campo dello spettacolo; una certa superficialità di impiego dei Beni culturali; l'assenza di una strategia a medio termine del settore turistico ed infine, aspetto che non sottovaluterei, l'incapacità di chi rappresenta la cultura di fare di essa il luogo delle passioni, del pathos, del pensiero anticonformista». Fra gli interventi da segnalare quelli di Roberto Lavarini, docente di sociologia del Turismo all'Università Iulm; Marco Vitale, economista d'impresa; Fabrizio De Pasquale, portavoce del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; Armando Peres, assessore alla cultura del Comune di Venezia; Giuseppe Costa, dirigente delle attività culturali della Regione Lombardia; Maria Grazia Bernardini, Soprintendente per il patrimonio S.A.E. di Modena e Reggio Emilia; Paolo Polettini, del Festival della Letteratura di Mantova; Barbara Falcomer, amministratore delegato di Montblanc Italia; Michela Bondardo, vicepresidente del Sistema Impresa e Cultura; Pietro Scardillo, consulente progetti speciali dell'Accademia Teatro alla Scala; Giorgio Vitali, critico musicale di Famiglia Cristiana.