UNA short list in mano a un head hunter: così sarà deciso il direttore generale del Maxxi presieduto da Giovanna Melandri. Il consiglio di amministrazione del Museo ha infine selezionato i candidati (la short list, come dire, i finalisti) sulla base delle idoneità, del curriculum e, proprio per ragioni di trasparenza, ha deciso di affidarlo alla Odges Berndtson, una importante società internazionale di "cacciatori di teste" ovvero esperta nella selezione del personale e di top manager in particolare. Il direttore generale, una specie di "supercuratore" è atteso da qualche tempo ed è molto auspicato dal mondo degli appassionati all'arte che non hanno apprezzato certe scelte recenti del museo, come la vituperata mostra su Alighiero Boetti, e costituisce al momento l'anello mancante della nuova governance del museo impegnato in uno sforzo di ripresa dopo il lungo e difficile periodo del commissariamento venuto a meno di due anni dall'inaugurazione della struttura progettata da Zaha Hadid. Una nomina, questa, sotto i riflettori generali in particolare dopo quella molto criticata per modalità e tempi di Francesco Spano, avvocato 34 enne già collaboratore della Melandri, a segretario generale. Certezze sui tempi della nuova nomina non se ne hanno: non esiste una prescrizione normativa a indicare una scadenza dal momento dell'insediamento di un nuovo presidente, non è dato sapere quanti siano i finalisti consegnati ai "cacciatori" né se si tratti di una rosa di papabili che hanno già dato una disponibilità o soltanto di figure individuate come possibili dalla triade Melandri-Veaute-Trussardi. Tanti i nomi circolati in queste settimane. Come quello di Carolyn Christov-Bakargiev (americana, nata nel 1957), reduce dal successo di "Documenta" a Kassel e in partenza per un periodo di insegnamento negli Usa, la quale, interpellata, preferisce non proferire verbo sulla vicenda ma pare sia "fuggita a gambe levate" per un incarico forse troppo gravoso com'è il riassetto di una istituzione implicata con burocrazia e politica. Ed è un battitore libero già al top anche Massimiliano Gioni (1973), alle prese con il varo della prossima Biennale d'Arte e che avrebbe anch'egli rinunciato alla proposta per sovraccarico di impegni. Tra gli outsider, Danilo Eccher (1953), ora direttore della Gam di Torino che a Roma ha diretto il nascente Macro in epoca veltroniana. Ancora, tra i selezionati in pole position: Ida Gianelli, ex direttore del Castello di Rivoli, Giacinto di Pietrantonio (Galleria d'arte moderna, Bergamo) e Philippe van Cauteren, direttore artistico dello Smac di Gent. Infine, tra i nomi dei papabili-fuggitivi è corso quello dello spagnolo Vicente Todolì ex direttore della Tate Modern londinese che potrebbe ricomparire nella lista dei benvoluti dalle signore del Maxxi. In attesa della risposta della Odges Berndtson, il cda del Museo ha approvato il bilancio di previsione e quello consuntivo mentre si lavora anche a una sorta di "spending review" interna e si spera nel miracolo del consolidamento del personale. Intanto Giovanna Melandri è volata negli Stati Uniti, e in particolare a New York, da dove è appena rientrata e dove ha avuto un fitto calendario di incontri con personaggi del mondo dell'arte incluso il temibile Glenn Lowry, direttore del Moma. Da queste parti intanto le file degli scettici sulla gestione complessiva del Maxxi si danno da fare e un drappello di addetti ai lavori del mondo dell'arte ha preparato (e messo online) una lettera di richiesta di dimissioni indirizzata oltre che alla Melandri anche al ministro Ornaghi, ai vertici del Pd e al candidato Zingaretti e firmata, fra gli altri, da Daniela Trincia e Raffaele Gavarro, dove a proposito della presidentessa si legge: «È questa la vostra idea di trasparenza e meritocrazia, l'idea che il ministro ha di rilancio del patrimonio e della nostra cultura? ».
ROMA - Manager in fuga e papabili Al Maxxi un cacciatore di teste per il nuovo direttore generale
Il Museo Maxxi di Roma ha selezionato i finalisti per il ruolo di direttore generale, che sarà deciso da una società di "cacciatori di teste" (Odges Berndtson). I candidati sono stati selezionati sulla base delle loro idoneità e del loro curriculum. Tra i nomi dei papabili ci sono Carolyn Christov-Bakargiev, Massimiliano Gioni, Danilo Eccher, Ida Gianelli, Giacinto di Pietrantonio e Philippe van Cauteren. Il nuovo direttore generale sarà aspettato da alcuni mesi. Il Museo ha anche approvato il bilancio di previsione e quello consuntivo, e si lavora a una "spending review" interna.
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