Appello ai politici di archeologi, architetti e studiosi: fondi e stipendi, la burocrazia ci soffoca SI È parlato di fondi, di sponsorizzazioni e mecenatismi che hanno bisogno di regole. Ma anche di sicurezza, di restauri. E moltissimo di risorse umane, necessità di rinnovamento, ricambio generazionale, investimenti in termini di risorse e non soltanto economiche in «un quadro istituzionale in totale disfacimento », dagli archivi alle soprintendenze agli uffici e «agli istituti che non riescono più a svolgere ormai nemmeno l'ordinaria amministrazione». Una mattinata sotto il segno dei Beni culturali quella di ieri all'Istituto nazionale di Archeologia, quasi degli Stati generali della politica culturale: un'adunata di addetti ai lavori che hanno sciorinato i problemi e le difficoltà di un momento particolarmente critico, messi a fronte dei politici di diversi schieramenti. Organizzata da Assotecnici, l'Associazione dei tecnici dei Beni culturali, la mattinata si è aperta con le richieste di architetti, archeologi e studiosi a un gruppo di politici impegnati nel settore cultura, da Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali del governo Berlusconi a Matteo Orfini del Partito democratico fino a Giuliano Volpe, archeologo e candidato di Sel e a Flavia Perina di Fli. Dall'altra parte, nel folto parterre dei tecnici arrivati da diverse parti d'Italia, Irene Berlingò, che dirige Assotecnici, Adriano La Regina, presidente dell'Istituto di archeologia, Luigi Malnati, direttore generale del ministero e, fra gli altri, Rita Paris e Maria Grazia Filetici della Soprintendenza archeologica di Roma, l'archeologo professor Fausto Zevi, Pietro Guzzo, ex soprintendente di Pompei, Caterina Bon Valsassina, direttore regionale della Lombardia, Ferruccio Ferruzzi, direttore degli Archivi. Abolizione delle direzioni regionali, necessità di tornare a trovare risorse anche private per gli interventi di restauro sono stati alcuni dei temi di discussione. Con una nota dolente, particolarmente grave fra le altre, in tempi di crisi anche economica: 1700 euro è la busta paga di un architetto che lavora senza copertura assicurativa correndo continui rischi sui cantieri. A questo si aggiunge l'avviarsi ad estinzione delle risorse umane per un ministero in cui l'età media supera i 55 anni, senza ricambio. Un grido di dolore perché non ci sono più i soldi nemmeno per comprare le lampadine e accendere la luce. (francesca giuliani)
ROMA - Sos dei Beni culturali: "Risorse o si muore"
I politici di diversi schieramenti si sono riuniti all'Istituto nazionale di Archeologia per discutere i problemi e le difficoltà del settore dei Beni culturali. L'Associazione dei tecnici dei Beni culturali ha organizzato la mattinata, che ha visto la partecipazione di architetti, archeologi e studiosi. I tecnici hanno richiesto fondi e stipendi, sicurezza e restauri, nonché un rinnovamento e ricambio generazionale. La discussione ha toccato anche la necessità di abolire le direzioni regionali e di trovare risorse private per gli interventi di restauro.
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