Lo stadio realizzato con strutture fisse in un'oasi protetta. Oggi parla Cellino CAGLIARI Nessuno lo conferma, ma l'eventualità di un sequestro giudiziario dello stadio Is Arenas di Quartu non viene per nulla scartata negli ambienti della Procura di Cagliari. Questo perchè oltre alla parte dell'inchiesta, che ha portato all'arresto del presidente del Cagliari Massimo Cellino, del sindaco e dell'assessore di Quartu, Mauro Contini e Stefano Lilliu, c'è un altro filone d'indagine che punta dritto alla presunta violazione di norme ambientali. Lo stadio, infatti, si trova in un'area a ridosso dello stagno di Molentargius, un'oasi naturalistica protetta e vincolata, e il sospetto degli investigatori è che la costruzione - realizzata con uno scheletro di tubi d'acciaio - sia tutt'altro che amovibile. Per capirne di più, il pubblico ministero ha già incaricato un proprio consulente di Sassari che a breve consegnerà la relazione: se dovessero essere contestate violazioni a norme ambientali e paesaggistiche, non potrà essere esclusa la strada del sequestro. Per ora, però, la parte d'inchiesta che ha portato a due distinte ordinanze di custodia cautelare, firmate dal Gip Giampaolo Casula, è quella legata ai presunti falsi e all'ipotesi di tentato peculato: il primo in merito allo stato di avanzamento dei lavori spettanti al Comune di Quartu, il secondo per il tentativo di appropriazione di 748 mila euro di fondi comunali legati all'Accordo di Programma Serpeddì-Is Arenas. Cellino sarà interrogato stamattina nel carcere di Buoncammino. «Era sereno - ha sottolineato il suo legale, avvocato Ballero - è molto fiducioso. Si sente molto tranquillo per quello che ha fatto e della correttezza del Cagliari»..