Potranno contenere fino a venticinque cassonetti, previsto un risparmio annuo di 300mila euro centro storico PISA Il piano è pronto sul tavolo dell'assessore all'ambiente Federico Eligi: via i cassonetti tradizionali dal centro storico, al loro posto isole ecologiche interrate. Quante? Trenta: 18 a Pisa nord e 12 a Pisa sud. Un'operazione da 2,5 milioni di euro, cifra necessaria ad acquistare sia i cassonetti interrati con le loro "cupole" esterne che i compattatori debitamente attrezzati. L'Ato rifiuti ha confermato proprio in questi giorni un contributo che copre già la metà del costo: 1 milione e 250mila euro. «Meno degrado, meno abbandoni di rifiuti e più decoro», dice Eligi. Ma anche minori costi: secondo una prima stima, circa 300mila euro l'anno di risparmio sul servizio nel centro storico. Precisazione dell'assessore: il sistema dei cassonetti interrati è esclusivamente per i cittadini, mentre per le altre utenze (a cominciare da quelle commerciali) andrà avanti il porta a porta come ora. Modello Firenze. L'esempio che viene seguito è quello di Firenze. La foto che pubblichiamo a fianco ritrae le parti esterne dei cassonetti interrati che si trovano vicino al Duomo. Nei mesi scorsi lo stesso Eligi era andato in missione a Firenze insieme con rappresentanti della Sovrintendenza e della Pisamo per «toccare con mano i risultati di quell'esperienza: eccellenti». Pisa si prepara a replicare. Dovrà fare un bando di gara, in tempi brevi, per individuare il fornitore di strutture e mezzi; prima dell'estate, secondo le previsioni, il via ai primi lavori. Al posto dei cassonetti. Nella mappa che il Comune ha passato alla Sovrintendenza per un parere (ma poi sarà la giunta ad approvare l'atto) le isole ecologiche interrate sono ipotizzate nei luoghi del centro storico dove già si trovano cassonetti emersi. Però, in diverse situazioni, le "interrate" andranno a rimpiazzare più "emerse". In via Mazzini, ad esempio, ci sono ora cinque "emerse", mentre il piano prevede non più di tre "interrate". "Isole" di 12 metri. Questo sarà possibile grazie alle dimensioni sotterranee delle "isole", la cui estensione è prevista fino a 12 metri e, sotto ogni "cupoletta" emersa (5 per ciascun gruppo), troveranno posto ben 5 cassonetti: questo significa che ogni "isola" comprende 25 cassonetti. Così si spiegano anche i minori costi: una maggiore capienza comporta un numero ridotto di viaggi dei compattatori per svuotarli. Tra l'altro, questi nuovi compattatori avranno a bordo unicamente la persona alla guida, che potrà eseguire da sola tutte le operazioni. I cassonetti si potranno aprire sia a mano che con la tessera. Flessibilità. Ulteriore vantaggio: grazie alla particolare montatura del braccio meccanico, le "isole" possono essere posizionate sia a destra che a sinistra rispetto alla strada. Una flessibilità che regala un vantaggio notevole nella scelta della collocazione, soprattutto nei casi, questi sì meno flessibili, di sistemazione in un centro storico. Non è detto che la fila dei cassonetti interrati debba per forza essere continua, andando ad occupare uno spazio rettangolare lungo fino a 12 metri; possono anche essere accoppiati, costituendo così piazzole quadrate: dipende dalle esigenze. Impresa più archeologo. Si è detto della lunghezza, ma la profondità? Per posizionare nel terreno la batteria di cassonetti dovranno essere predisposte buche profonde tre metri. Non poco. E a Pisa, come noto, quando si scava non si sa cosa si può trovare. Da una parte serviranno tutte le accortezze possibili nei confronti dei servizi (dalle fognature agli allacciamenti per luce, gas, eccetera). Dall'altra sarà inevitabile, almeno in alcuni casi, rinvenire reperti storici. Ma questo è stato previsto, tanto che per ogni scavo di terreno l'impresa che eseguirà i lavori sarà affiancata da un archeologo scelto dalla Sovrintendenza. Con il primo strato di sottosuolo, dicono dagli uffici comunali, si arriva all'epoca medievale e non dovrebbero esserci sorprese. Andando ancora più sotto invece le incognite aumentano.