È considerato il simbolo dei Musei civici d'arte antica di Bologna e in versione finalmente restaurata verrà presentato domani alle ore 16,30 nella sala delle Arche del Museo Medievale di via Manzoni. È il celebre acquamanile in bronzo che raffigura un unicorno, risalente al terzo quarto del tredicesimo secolo. L'intervento rientra nell'ambito del progetto promosso da Art Defender volto a restaurare alcune significative opere presenti nei musei civici bolognesi, avvalendosi della collaborazione dell'Opificio delle pietre dure di Firenze. L'opera, che raffigura un cavaliere armato su un cavallo, proviene dalle regione compresa tra la Mosa e la Bassa Sassonia ed è appartenuto al celebre pittore Pelagio Palagi, che nel 1859 ne fece dono testamentario al Comune di Bologna, insieme alla sua preziosa collezione di antichità, poi in parte confluita nel Museo Medievale. La scultura appartiene a un particolare tipo di oggetti, prodotti in Europa a partire dal XII secolo con la funzione contenitore dell'acqua per lavarsi le mani, che venivano utilizzati non solo durante i banchetti dell'aristocrazia, ma anche nella liturgia della messa. L'intervento, durato tre mesi, tra settembre e dicembre del 2012, è stato preceduto da approfondite indagini per operare un restauro che rispettasse l'integrità. L'asportazione delle incrostazioni e delle ossidazioni localizzate, effettuata con mezzi meccanici e con solventi, consentirà ora di apprezzare anche le raffinate e preziose incisioni decorative. Dalle radiografie è stata inoltre evidenziata, nella zampa posteriore del cavallo, la presenza di un elemento metallico, che sarà oggetto di studio in futuro. Nel frattempo si è pensato di fissare il pezzo ritrovato nella parte frontale del cavallo, riportando probabilmente l'acquamanile al suo aspetto originario, quello di unicorno, come si può vedere in un esemplare simile, che è conservato nel museo francese di Besancon.