Salizzoni all'ateneo: tempi lunghi inevitabili se non si seguono gli standard TRENTO «Se avesse rispettato gli standard del piano regolatore, il progetto della biblioteca universitaria sarebbe stato approvato in pochi mesi. Scegliendo invece di percorrere una strada diversa, è inevitabile che si paghi pegno, ovvero che i tempi siano più lunghi». Alberto Salizzoni (Pd), presidente della commissione urbanistica del Comune, non apprezza le semplificazioni che addossano solo a Palazzo Thun la responsabilità dei ritardi connessi al grande edificio previsto nel piazzale Sanseverino. Un intervento discusso, di cui si parla da almeno dieci anni. La parola fine è ancora lontana. A maggio il consiglio discuterà le deroghe su altezza e forma del nuovo volume. Il nodo dei parcheggi, fa capire il consigliere, dovrà essere risolto per compattare la maggioranza. Il nuovo progetto della biblioteca di Botta e le relative deroghe approderanno in aula non prima di maggio. A detta dei candidati rettore, sentiti dal Corriere del Trentino, i ritardi sono gravi. È d'accordo? «Prima di tutto, i tempi dipendono dal percorso amministrativo e dall'opera. La biblioteca, intervento di straordinaria valenza per l'ateneo e per la città, ha una natura problematica. Necessita di un sistema di deroghe al Prg che non ha eguali nella storia del capoluogo. Fatta questa premessa, la commissione ha svolto puntualmente il suo compito discutendo la valenza delle deroghe e il rapporto del volume con il contesto. Ricordo che il dibattito si è concluso un anno fa e le indicazioni sono state trasmesse all'università». La responsabilità quindi non sarebbe del Comune? «Bisogna precisare una cosa: se uno decide di seguire una strada extra-norma, deve accettare le conseguenze. Se avesse rispettato gli standard il progetto sarebbe stato approvato in pochi mesi da commissione e consiglio. L'ulteriore attesa è dovuta soprattutto alla questione dei parcheggi: Comune e ateneo stanno studiano soluzioni alternative e la proposta di mediazione sarà discussa dall'aula». Giorgio Manuali, consigliere di opposizione, ha parlato di contrarietà da parte di colleghi di maggioranza. Una spiegazione per le lungaggini dell'iter? «Nella commissione ci sono voci differenziate. Le architetture importanti spaccano sempre, polarizzando le opinioni. L'organo che presiedo ha analizzato e discusso a fondo il contesto urbanistico dell'opera, il rapporto con l'intorno, con la ferrovia, pensando anche all'eventualità dell'interramento della linea». Anche lei si mostra cauto nei confronti dell'opera. «Trovo che la biblioteca sia molto importante per l'ateneo e la città. Come presidente ho esortato i colleghi commissari a concentrarsi sul dibattito urbanistico, senza entrare nel merito degli aspetti architettonici. E ho insistito sulle raccomandazioni all'università per le modifiche del progetto». Maurizio Giangiulio, uno dei candidati rettore, lamenta un «dibattito inadeguato all'importanza dell'opera». «Non so a cosa si riferisca, non è mai venuto a seguire le nostre sedute. Il dibattito è stato vivace e approfondito». La discussione si profila animata anche in aula. Si arriverà all'approvazione? «Non voglio guidare l'aula. Posso solo dire che lo scoglio difficile saranno i parcheggi su cui sono si sono soffermati diversi consiglieri di maggioranza, soprattutto di Patt e Upt».