Ricorso accolto in Cassazione, la difesa esulta MANFREDONIA È stata dissequestrata la struttura tutistico-alberghiera «Il Porto» di Mattinata, il mega impianto ricettivo di quasi 70mila metri quadrati e del valore di circa 24 milioni di euro finita al centro di una inchiesta della procura di Foggia perché - secondo l'accusa - sarebbe stata realizzata con permessi privi della obbligatoria e preventiva autorizzazione paesaggistica che rilascia il Parco Nazionale del Gargano. Lo hanno deciso i giudici della Corte di Cassazione di Roma che, ieri, si sono espressi favorevolmente sulla richiesta di dissequestro presentata dai legali dei proprietari e dei gestori della struttura turistica. Sono cinque le persone coinvolte nell'inchiesta: Francesco Paolo Moschella, amministratore unico della società «Il Porto srl», ditta appaltatrice dei lavori e legale rappresentante della società, «Zanasi e Moschella srl», esecutrice delle opere edili; Eliseo Antonio Zanasi, direttore tecnico della società «Zanasi e Moschella srl» e presidente in carica della Camera di commercio di Foggia; Federico Erminio Moschella, direttore dei lavori; Matteo Michele Piemontese e Giuseppe Tomaiuolo, responsabili dell'ufficio tecnico comunale di Mattinata. Il sequestro era un provvedimento cautelativo e, nonostante il dissequestro di ieri, l'inchiesta della procura di Foggia va avanti regolarmente. Il 9 ottobre del 2012 i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria di Foggia e del Nucleo ecologico dei carabinieri di Bari, coordinati dai magistrati della procura foggiana, avevano messo i sigilli alla struttura di Mattinata - inaugurata pochi mesi prima - sequestrandola senza facoltà d'uso e affidando la gestione ad un custode giudiziario. Secondo l'accusa «Il Porto» sarebbe stato realizzato «sventrando» una montagna e senza alcun permesso di quelli previsti dalla legge, «completamente modificando l'orografia del territorio, estirpando per sempre la fauna e la flora locale fatta di macchia mediterranea e piccoli rapaci». Permessi rilasciati senza l'autorizzazione paesaggistica del Comune, del parere del Parco Nazionale del Gargano e della Soprintendenza dei Beni Archeologici. Il risultato - hanno sempre sostenuto gli inquirenti - è stato quello di consentire che uno scorcio bellissimo e internazionalmente apprezzato come quello dello stupendo belvedere di Mattinata fosse deturpato da una struttura turistica alberghiera. «Il fatto che il massimo organo giurisdizionale, la Corte di Cassazione, abbia recepito le nostre censure al provvedimento di sequestro e lo abbia annullato è motivo di grande soddisfazione» ha detto l'avvocato Raul Pellegrini, legale di Eliseo Zanasi, che ha sottolineato ancora che «solo dopo il deposito delle motivazioni sapremo quali sono state le ragioni dell'annullamento, ma sin da ora posso affermare, con il sigillo della Suprema Corte, che quel sequestro - fortemente gravido di conseguenze per l'iniziativa imprenditoriale, per il gran numero di occupati e più in generale per il turismo del Gargano - cosi come a suo tempo articolato, non poteva essere disposto». Soddisfatto della decisione dei giudici romani anche l'avvocato Gianluca Ursitti, legale dei gestori della struttura che sottolinea che «la vicenda si poteva risolve prima».
Manfredonia. Cancellato il sequestro del mega albergo di Zanasi
La Corte di Cassazione di Roma ha accolto il ricorso dei proprietari e dei gestori del Porto di Mattinata, un impianto turistico di 70mila metri quadrati, e ha annullato il sequestro della struttura. Il sequestro era stato disposto dalla procura di Foggia per accuse di realizzazione della struttura senza autorizzazione paesaggistica. I giudici hanno accolto le censure presentate dai legali dei proprietari e dei gestori, che sostenevano che il sequestro era illegittimo. Il dissequestro non impedisce all'inchiesta della procura di Foggia di proseguire regolarmente.
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