Il sottosuolo di Roma è pieno di cavità: motivo per cui i guasti alla rete idrica potrebbero accelerare l'assottigliamento delle volte di questi cunicoli. «Escavazioni di epoca romana spiega Alberto Prestininzi, docente di geologia applicata alla «Sapienza» e direttore del Ce.ri (Centro di ricerca, previsione, prevenzione e controllo dei rischi geologici) dei quali, con lo sviluppo dell'area urbana, si è persa memoria». Manca, infatti, un censimento della città sotterranea, nota solo per il 20. «Le cavità sono dinamiche sottolinea Prestininzi perciò il sistema idrico, come tutti gli interventi antropici, andrebbe adeguato». Il Ce.ri ha messo a punto un nuovo dispositivo per monitorare la Roma «underground»: «È uno strumento legato al piede rivela il professore che, tramite sensori, registra i punti del piano e la quota. Lo stiamo sperimentando nel VI Municipio, ma contiamo di stipulare una convenzione con il Comune». Il know how è spendibile anche nel controllo degli edifici costruiti prima del Secondo Dopoguerra su fondamenta superficiali. «Sarebbe opportuno che la nuova amministrazione istituisse la figura di un city manager per la sicurezza conclude Prestininzi per evitare che scoppi il caos anche con pochi centimetri di neve».
Roma. Il rischio? Troppe cavità sconosciute
Il sottosuolo di Roma è pieno di cavità: motivo per cui i guasti alla rete idrica potrebbero accelerare l'assottigliamento delle volte di questi cunicoli. Escavazioni di epoca romana spiega Alberto Prestininzi, docente di geologia applicata alla Sapienza e direttore del Ce.ri (Centro di ricerca, previsione, prevenzione e controllo dei rischi geologici) dei quali, con lo sviluppo dell'area urbana, si è persa memoria. Manca, infatti, un censimento della città sotterranea, nota solo per il 20. Le cavità sono dinamiche sottolinea Prestininzi perciò il sistema idrico, come tutti gli interventi antropici, andrebbe adeguato. Il Ce.ri ha messo a punto un nuovo dispositivo per monitorare la Roma underground: È uno strumento legato al piede rivela il professore che, tramite sensori, registra i punti del piano e la quota. Lo stiamo sperimentando nel VI Municipio, ma contiamo di stipulare una convenzione con il Comune. Il know how è spendibile anche nel controllo degli edifici costruiti prima del Secondo Dopoguerra su fondamenta superficiali. Sarebbe opportuno che la nuova amministrazione istituisse la figura di un city manager per la sicurezza conclude Prestininzi per evitare che scoppi il caos anche con pochi centimetri di neve.
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