Intere famiglie in coda per i 60 anni dell'istituzione Dodicimila visitatori in neppure otto ore d'apertura. Numeri da record, ieri, per i 60 anni del Museo della Scienza e della Tecnologia. Dalle due del pomeriggio fino a sera, un serpentone di visitatori si è snodato, formando un gigantesco quadrato nella piazza antistante il Monastero di San Vittore al Corpo, dove si accede anche al Museo, allungandosi fino in via San Vittore. Pazienti, bambini, mamme, papà, nonni hanno affrontato una coda che sembrava non terminare mai per partecipare alla festa di compleanno. Ressa ai laboratori, dove toccare con mano le macchine di Leonardo da Vinci, sperimentare il meccanismo delle cellule fotovoltaiche, giocare con le provette. Una prima visita (gratuita) per molti. Genitori più curiosi dei bambini, come ha confermato un giovane ricercatore di Fisica, Alessandro Podestà, impegnato a spiegare i segreti delle nanotecnologie (nel Museo, la facoltà di Fisica ha uno dei suoi laboratori, dove il lavoro degli scienziati è visibile dall'esterno attraverso grandi vetrate ed un invito scritto a grandi lettere e in più lingue sul muro invita a chiedere chiarimenti: «Per favore disturbare»). Il clou della festa di compleanno alle 18, quando in contemporanea, su più livelli, il museo s'è trasformato in un gigantesco palcoscenico con il Padiglione ferroviario ad ospitare i 53 allievi della Scuola del Musical nella performance tratta dal celebre film musicale «42 Strada». E gli artisti del Teatro Scuola Paolo Grassi protagonisti di due suggestive performance di danza, nello spazio Metallurgia dedicato alla fonderia delle campane e davanti alla centrale termoelettrica Regina Margherita. E, ancora, i Tappers, nel Padiglione Navale, scenografia naturale per un'esibizione di tip-tap reinterpretata con creatività. Tra gli ospiti anche il sindaco Giuliano Pisapia: «Questo è un Museo che guarda al passato, vive il presente e fa sognare il futuro, un gioiello prezioso da valorizzare sempre di più». Ricambio continuo di pubblico, con i bambini in abiti carnevaleschi, che hanno preso d'assalto il sottomarino Toti e il ponte di comando del transatlantico Conte Biancamano, usualmente non aperto al pubblico. E i meno giovani ad ascoltare Mendelssohn, Brahms e Beethoven con l'orchestra Carisch in due concerti con coro e orchestra nella Sala delle Colonne, l'antica biblioteca del monastero Olivetano che ospita il Museo. Il Padiglione Aeronavale ha subìto, invece, una metamorfosi per ospitare lo spazio ristoro e l'happy hour non stop. E, ciliegina sulla torta, DjSet con musica e ballo fino alle 22. Affollate anche le sessioni de «Il Museo da non perdere», mini conferenze di 30 minuti con il racconto di dettagli inediti di alcuni degli oggetti più importanti esposti.