Eur spa invoca la Cdp. All'appello mancano 100 mln Alla fine per salvare la Nuvola di Massimiliano Fuksas potrebbe scendere in campo la Cassa depositi e prestiti. Eur spa, la società pubblica proprietaria dei terreni su cui è in corso la costruzione del nuovo centro congressi di Roma, ha intenzione di chiedere alla Cdp, guidata dall'amministratore delegato Giovanni Gorno Tempini, un intervento finanziario che consenta di ultimare l'opera progettata dall'archistar. E non si tratta certo di bruscolini, dal momento che mancano all'appello circa 100 milioni di euro. All'inizio si sperava di poter ottenere la cifra dalla vendita dell'albergo che sta per sorgere accanto alla Nuvola. Parliamo di un hotel extra lusso ribattezzato la «Lama», che in questi anni non è riuscito ad attirare offerte concrete. Tante trattative si sono aperte, alcune sono ancora in corso, ma nessuna strada sembra in grado di portare a incassi rapidi. Anche perché adesso i cantieri sono fermi, dal momento che si attende dal comune guidato da Gianni Alemanno l'approvazione di alcune varianti del progetto. Ma in periodo preelettorale, si sa, le decisioni vengono puntualmente rinviate. Insomma, occorre una strategia diversa per vedere ultimata la Nuvola, opera da 250 milioni di euro alla cui costruzione sta attendendo il gruppo Condotte. Allora ecco spuntare una sorta di jolly. A muoversi, nei giorni scorsi, è stato in particolare il presidente di Eur spa, Pierluigi Borghini, di area Pdl. Il quale ha già stabilito alcuni contatti con il ministero dell'economia. Proprio lo stesso dicastero di via XX Settembre, oggi guidato da Vittorio Grilli, che non soltanto controlla al 90 Eur spa, ma detiene il 70 del capitale di quella Cassa depositi e prestiti di cui adesso si chiede l'aiuto finanziario per cercare di coprire il fabbisogno di 100 milioni di euro, o almeno una sua cospicua fetta. I vertici della Cassa, al momento, non sarebbero stati direttamente sondati, ma potrebbe essere questione di giorni. Bisognerà innanzitutto vedere in che modo la Cdp potrà dare ossigeno finanziario, visto che non si tratta di una banca in senso stretto. E visto che un finanziamento sic et simpliciter non è probabilmente configurabile. Proprio per questo la fattibilità dell'operazione sarà oggetto di approfondimento. Ieri il cda di Eur spa, che ha deciso di assumere collegialmente le deleghe operative dopo le dimissioni dell'ex ad Riccardo Mancini (coinvolto in un'inchiesta della magistratura), non avrebbe parlato dell'operazione. Che però verrà sicuramente portata avanti. Nel caso in cui la Cassa decidesse di scendere in campo, peraltro, si ritroverebbe ulteriormente coinvolta nei progetti immobiliari in corso nel quartiere romano dell'Eur. Con il recente acquisto di Fintecna, infatti, la Cdp ha ereditato parte della proprietà delle tre torri dell'ex ministero delle Finanze su cui sarebbe dovuto intervenire un maxiprogetto di riqualificazione targato Renzo Piano. Progetto però del tutto naufragato.