DA SECOLI i Papi, quando la loro vita era in pericolo, potevano fuggire dai palazzi vaticani attraverso un corridoio segreto, di 800 metri di lunghezza e di 10 di altezza, che conduceva fino alla fortezza di Castel Sant'Angelo: il Passetto del Borgo. Dopo molti secoli dalla sua costruzione, il Passetto del Borgo, famosa opera militare del Rinascimento, sarà finalmente restaurato e aperto al pubblico. E' bastato un protocollo d'intesa tra il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e il ministero dei Beni culturali. Si tratta di una sottoscrizione che segue e applica l'accordo del 18 maggio 1991 tra Italia e Santa Sede, con cui lo Stato italiano si impegnava a sostenere gli interventi di restauro conservativo, ritenuti necessari alla salvaguardia dell'opera. Una sottoscrizione che oggi permetterà non solo il completamento dei lavori ma la completa accessibilità a cittadini italiani e visitatori stranieri, sarà visitabile tutto il percorso fino alla porta del Mascherino. Edificato intorno al 1277 il Passetto fu voluto da Papa Niccolò III, che fu il primo a trasferire la residenza pontificia dal palazzo lateranense, ritenuto non abbastanza protetto, a quello vaticano. Gli architetti sfruttarono parte delle vecchie mura difensive per realizzare una sorta di corridoio, che consentisse un collegamento rapido e protetto tra la sede pontificia e il castello, in grado di garantire l'incolumità del Papa anche in situazioni di estremo pericolo. La fuga più famosa è quella di Clemente VII, che nel 1527 sfruttò il "corridore", come lo chiamavano allora, per sfuggire ai Lanzichenecchi che stavano saccheggiando e devastando la città.