La visita Un'occasione per tornare a vedere il "Ritratto di ignoto", capolavoro di Antonello da Messina, nel museo appena riaperto LA RIAPERTURA del Museo Mandralisca, gioiello d'arte e cultura di Cefalù, ci offre lo spunto per trascorrere un weekend nella cittadina tirrenica, meta turistica di sicuro interesse anche nei periodi di bassa stagione. Dopo una chiusura resasi necessaria per la realizzazione di lavori di adeguamento degli impianti e di messa in sicurezza del plesso, il piano nobile della struttura riapre al pubblico, con un nuovo e più razionale allestimento che consente di ammirare i tesori messi insieme dal barone Enrico Pirajno di Mandralisca. Il museo, infatti, altro non è che la dimora di questo nobiluomo del secolo scorso il quale, spinto dalla passione per il bello, trascorse la propria vita a collezionare reperti archeologici, quadri, conchiglie e monete. Grazie alla sua passione, il Mandralisca è oggi uno dei musei più interessanti con indiscussi capolavori quali il Ritratto di Ignoto di Antonello da Messina (apertura tutti i giorni dalle 9 alle 19, ingresso 3 euro, fondazionemandralisca. it). Non c'è solo il Mandralisca, tra i tesori, Infatti, Cefalù, oltre a una invidiabile posizione sul mare, ha un pittoresco lavatoio medievale, negozietti e boutique dove acquistare artigianato e prodotti di marca, ristoranti e bar, una gradevolissima atmosfera, un piacevole lungomare e la bellissima cattedrale normanna. che con i suoi campanili gemelli fornisce l'immagine iconica di Cefalù (visite tutti i giorni 8-18). Se i suoi mosaici e la sua storia sono ben noti alla maggioranza dei siciliani, meno conosciuto è di certo il chiostro che l'affianca, un perfetto quadrilatero di colonnine binate che richiama quello di Monreale (tutti i giorni 9-13 e 15-16; ingresso 3 euro). Solo ai più allenati consigliamo infine la passeggiata su per la Rocca, il promontorio alle spalle dell'abitato in cui sono ancora visibili tracce di epoche differenti che spaziano dal "tempio di Diana" di epoca greca al castello del XII-XIII secolo (da corso Ruggero per Salita Saraceni; per arrivare in cima ci vuole circa un'ora). Da lassù si ammira un panorama incantevole che comprende le Eolie e le cime delle Madonie.