Sia la società che detiene la gestione sia la proprietà sono disposte a fare la loro parte. I prossimi giorni saranno decisivi LUCCA Questione risolta dal punto di vista giudiziario. Ma adesso, per consentire la riapertura del Caffè Di Simo occorre un progetto per effettuare i lavori di consolidamento dei solai risultati a rischio, occorre che a questi lavori la Soprintendenza conceda il nullaosta, occorre che si decida chi deve o può (se la proprietà o se la società Ilva, alla quale la Cogea, società affittante, ha ceduto il ramo della gestione) realizzare gli interventi, se saranno ritenuti necesssari. E auspicabilmente al più presto. L'indomani del pronunciamento del collegio del tribunale in merito alla controversia tra Cogea e Ilva, dalla quale la seconda società è uscita vincitrice, si fa il punto sui problemi ancora aperti, che impediscono una rapida riapertura dello storico locale in via Fillungo, il caffè di cui era habituée, tra gli altri, il Maestro Puccini in persona. Ilaria Lippi, amministratore unico della Ilva, parla a cuore aperto. «Con il pronunciamento del collegio - dice - si è risolta la questione fra noi e Cogea. Ma la vicenda si è sbloccata solo dal punto di vista giudiziario. Il problema è oggettivo: il locale ad oggi non può essere riaperto. E non potrà riaprire finché non ci sarà un progetto di recupero e finché questo non avrà ricevuto il via libera della Soprintendenza. Ma solo la proprietà può presentare il progetto e chiedere il nullaosta delle Belle Arti. Quando saremo a quel punto, saremo disposti a metterci al tavolino e stabilire se a fare i lavori saremo noi o la proprietà. L'accordo, almeno per noi, si può trovare». La proprietà - le signore Giulia Barsanti ed Erula Dell'Agnello - assistita dall'avvocato Alberto Del Carlo, ha peraltro interesse a far ripartire l'attività del Di Simo. Il contratto di locazione con la Cogea prevede però, in deroga al codice civile, che anche gli interventi strutturali siano a carico degli affittuari, che avrebbero ottenuto in cambio un canone di affitto ragionevole. Ma la proprietà, avendo anch'essa ricevuto il sollecito del sindaco per fare le verifiche del caso, si è mossa da tempo affidando a tecnici di propria fiducia l'incarico di provvedere ai controlli, la cui procedura è peraltro da concordare con la Soprintendenza, prima ancora di progettare eventuali interventi di sostegno. Che peraltro la proprietà potrebbe essere disposta ad accollarsi, anticipando agli affittuari i soldi per la spesa, da recuperare in un secondo tempo. Per i tecnici della proprietà ci sono poi perplessità sulla sospensione della attività, che ritengono potesse andare avanti e anche in presenza delle verifiche. I prossimi giorni potrebbero essere decisivi per il Di Simo. Anche perché, se non si procederà in tempi brevi, il locale dovrà rimanere chiuso ancora per molto tempo. (b.a.)
LUCCA - Di Simo, ora occorre il piano di recupero
La società Ilva, che detiene la gestione e la proprietà del Caffè Di Simo, è disposta a fare la sua parte per riaprire il locale, ma occorre un progetto per effettuare i lavori di consolidamento dei solai e un nullaosta dalla Soprintendenza. La Cogea, società affittante, ha ceduto il ramo della gestione alla Ilva, ma il contratto di locazione prevede che anche gli interventi strutturali siano a carico degli affittuari. La proprietà potrebbe essere disposta ad accollarsi gli interventi, anticipando agli affittuari i soldi per la spesa, da recuperare in un secondo tempo.
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