Le isole e il palazzo dati in concessione per 50 anni VENEZIA - Un romantico week-end lontano dalla folla a San Giacomo in Paludo o sull'isola di Poveglia? Oggi non si può ma se l'appello, «imprenditori cercansi», lanciato due giorni fa dal Demanio andrà a buon fine, tra qualche anno sarà possibile. Magari tra suite extra-lusso e resort psudo naturali. E' il progetto «Valore Paese» di Demanio, Invitalia e Anci che punta a trasformare alcune proprietà inutilizzate dello Stato in dimore storiche, resort e boutique hotel offrendo a chi vuole investire (e agli enti che vogliono partecipare con loro proprietà), 100 tra palazzi, castelli e immobili per i quali è naufragata l'idea dell'alienazione. A Venezia, l'Agenzia punta sulla valorizzazione di isole dove oggi nemmeno tutti i veneziani sono mai stati e, sul canal Grande, del quattrocentesco palazzo Erizzo nella cui sala principale sono affisse due tele di Andrea Celesti. Non sono messe in vendita però, il Demanio non intende privarsi della proprietà di questi beni preziosi, ma vuole darli in concessione per 50 anni in cambio di restauri e riconversione a strutture ricettive e culturali. Per partecipare al bando va proposto un progetto che sarà vagliato da un comitato tecnico istituzionale. La proposta è pubblica da mercoledì e i tempi sono davvero stretti: il 31 maggio il piano «Valore Paese-Dimore» già chiude. Per palazzo Erizzo è facile che non manchino i privati, l'immobile - lo sottolinea anche il Demanio nella sua brochure illustrativa - è in una posizione strategica e di grande attrattività turistica. Ha solo due «nei», è piccolo per ricavarne un albergo (solo 650 metri quadrati) e «la valorizzazione urbanistica è da avviare attraverso apposita variante agli strumenti vigenti per il conseguimento di destinazione d'uso a carattere turistico-ricettivo», si legge. Deve cioè votare il consiglio comunale e il sì all'ennesimo hotel in centro storico non è scontato. Per le isole invece, per quanto rappresentino un gioiello nel cuore della laguna veneziana, le difficoltà sono maggiori. Gli undici fabbricati costruiti negli oltre 7 ettari dell'isola di Poveglia (dal XVII secolo usata come lazzareto e nel '900 come ospedale psichiatrico) che già il Touring aveva cercato di trasformare in centro tuistico, sono di fronte a Malamocco lungo il canal Orfano che collega la bocca di porto a Venezia. San Giacomo in Paludo è più vicina, tra Murano e Madonna del Monte, ma è completamente in rovina. Solo un imprenditore davvero coraggioso e pronto al rischio potrebbe investirci. Anche perché altre esperienze simili sulle isole hanno mostrato molti limiti, quantomeno una certa sfortuna. Il San Clemente Palace sull'omonima isola, di pochi ettari più piccola di Poveglia, è fallito e si sta cercando un nuovo acquirente. Stessa sorte per l'hotel previsto a Sacca Sessola che ora sta passando di mano (pare alla catena Marriot) , dopo dieci anni di attesa. Poi c'è l'isola delle Grazie, di proprietà dell'Usl 12, il cui tentativo di vendita alla Giesse Invest di Giovanna Stefanel è fallito dopo tre anni di trattative e un contratto preliminare firmato nel 2007. C'è infine l'isola di Santo Spirito, già in mano ai privati: nel 2011 la Collier international è stata incaricata dei lavori per un maxialbergo.