Trattative con l'ateneo. Biasioli: dibattito in primavera Biasioli detta i tempi: «Se ne parlerà in primavera. La sfida? I parcheggi» TRENTO Il progetto della biblioteca d'ateneo disegnata da Mario Botta approderà in aula in primavera. Le quattro deroghe, al momento, sono ferme al palo. Comune e università stanno trattando. Paolo Biasioli, assessore all'urbanistica, detta i tempi e risponde alle sollecitazioni dei candidati alla carica di rettore. «Le analisi stanno procedendo» assicura. TRENTO La delibera avrebbe dovuto approdare in aula già nello scorso autunno. Ma poi le valutazioni si sono allungate e gli argomenti da portare in consiglio si sono accavallati: dalla Tares alla sicurezza, dalle aperture domenicali dei negozi alle aliquote Imu. Ora, a elezioni del nuovo rettore ormai alle porte, il progetto della biblioteca d'ateneo torna a farsi largo nel dibattito cittadino, menzionato da più di un candidato alla poltrona occupata attualmente da Davide Bassi. Con una sollecitazione precisa rivolta a Palazzo Thun: sul progetto, è il monito, il Comune deve esprimersi con chiarezza. «Dopo il confronto in commissione urbanistica, stiamo andando avanti con le analisi: in aprile o maggio ne discuteremo in consiglio» risponde con decisione il vicesindaco Paolo Biasioli, che già in passato aveva replicato alle critiche più o meno velate dell'ateneo su «lungaggini e ritardi» (come aveva sottolineato lo stesso Bassi a giugno) nell'adozione della delibera. «Abbiamo incontrato i tecnici dell'università spiega Biasioli circa un mese fa, per fare il punto della situazione e per aggiornare il quadro». Sul tavolo ci sono le condizioni poste un anno fa dalla commissione urbanistica di Palazzo Thun per garantire il via libera alle quattro deroghe chieste per il mega-progetto firmato da Mario Botta. Il primo (e più delicato) vincolo riguarda i parcheggi e, in particolare, i 114 posti auto mancanti rispetto agli accordi siglati tra Comune e università nelle prime fasi dell'operazione, più di dieci anni fa (nel 2002). La seconda richiesta punta invece l'attenzione sul «dialogo» tra la futura biblioteca di piazzale Sanseverino e il fiume Adige, con l'invito a prevedere delle vetrate in modo da alleggerire la struttura e creare maggiore «trasparenza». Ma nel mirino dell'organismo consiliare guidato da Alberto Salizzoni era finito, a inizio 2012, anche il triangolo che sborda sul marciapiede, così come l'assenza di rendering in grado di mostrare il reale impatto della biblioteca nel comparto a nord dell'ex Michelin. «Da parte dell'università anticipa l'assessore all'urbanistica sono arrivate le proposte collegate alle richieste della commissione». Con risposte positive e negative. «Per quanto riguarda il problema della trasparenza prosegue Biasioli l'ateneo ha espresso un parere favorevole. Non verrà modificato, invece, il triangolo». E i parcheggi? «L'università si è impegnata a mettere a disposizione del Comune quanti più posti auto possibile negli spazi interrati di via Tomaso Gar e piazzale Sanseverino». Si parla, per ora, di 150 posti su 206, ma le cifre non sono ancora definitive. «Il nodo dei parcheggi ammette il vicesindaco sarà comunque lo scoglio più importante: con il nuovo edificio saranno eliminati i posti auto presenti oggi in piazzale Sanseverino». Passi in avanti, infine, sul fronte dei rendering. «I tecnici dell'ateneo ci hanno portato il materiale che avevamo chiesto» annuncia l'assessore. Che assicura: «Mostrerò i rendering al più presto alla commissione urbanistica e poi in aula». Il confronto in consiglio, però, dovrà attendere ancora qualche mese: prima di affrontare il nodo delle deroghe per la «cattedrale laica» di Botta, infatti, Palazzo Thun dovrà concentrasi sul delicato tema dei conti del Comune. Esaminando e votando la manovra finanziaria 2013 (che dovrà essere approvata entro la fine marzo). La biblioteca, quindi, arriverà in aula in primavera, ragionevolmente tra aprile e maggio, per un via libera atteso da almeno otto anni: l'incarico a Mario Botta venne affidato infatti nel 2004. «Va detto precisa però il vicesindaco che sul progetto di Botta si ragiona effettivamente da un anno e mezzo, non di più. Prima c'era stato il problema dell'altezza da risolvere e quello delle distanze dagli edifici vicini».