Sarà una riapertura temporanea di alcuni mesi, ma da non perdere, quella che consentirà di riscoprire con occhi ed emozioni nuove il Capitolium. Dall' 8 marzo sarà infatti possibile vedere i risultati della prima parte degli interventi di scavo, studio e restauro che hanno coinvolto e continueranno a coinvolgere in futuro il complesso archeologico riconosciuto dall'Unesco, insieme a Santa Giulia, Patrimonio dell'Umanità. Questo primo intervento ha riguardato le tre celle del tempio con l'intento di valorizzare le parti originarie dell'edificio, mettendone in risalto la funzione cultuale originaria. È stato realizzato un nuovo percorso museale ideato da Francesca Morandini, curatore per l'archeologia dei Civici Musei, in team con Paola Faroni, responsabile per l'edilizia monumentale del Comune di Brescia, e con Filli Rossi della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia. Numerose le novità: dai pavimenti originali in marmi colorati del I secolo d. C. (su cui erano stati posti, temporaneamente, pregevoli mosaici), agli arredi dell'antico tempio, dai nuovi portali in bronzo, posti a protezione delle celle, all'installazione multimediale collocata nella Cella Orientale. QUEST'ULTIMA è stata realizzata da Studio Azzurro e, attraverso un mix suggestivo di suoni, immagini e voci, racconterà al visitatore la storia del tempio «animando» i riti e le azioni che si svolgevano al suo interno in onore della Triade Capitolina (Giove, Giunone e Minerva). Le prossime tappe dei lavori nell'area del Capitolium riguarderanno la sistemazione dello scavo ancora aperto nell'area antistante la scalinata e l'accesso alle celle del santuario di età repubblicana, un monumento che ha conservato gli affreschi che decorano le pareti, i pavimenti a mosaico e alcuni arredi, caso unico nell' Italia settentrionale e che, come si vede nella fotografia a lato, sono davvero significativi.